Il Tirreno

Grosseto

la polemica politica 

La Lega all’attacco «Termine si dimetta da presidente Coeso»

Ulmi giudica inopportuna la partecipazione del sindaco a una procedura di mobilità volontaria della Asl sud est 

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GROSSETO. «Giacomo Termine si dimetta»: è questa l’esortazione che il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi rivolge al sindaco di Monterotondo Marittimo invitandolo a lasciare l’incarico di presidente del Coeso e di presidente della Conferenza dei sindaci della Asl Toscana Sud Est.

Ulmi chiede le dimissioni dopo aver preso visione di una determinazione della Asl Toscana sud est sull’ammissione-esclusione dalla mobilità volontaria per la copertura di tre posti di collaboratore professionale amministrativo. Tra i 27 candidati ammessi alla procedura figura infatti anche il sindaco di Monterotondo Marittimo ed attuale dipendente del comune di Gavorrano. «Non contesto le ambizioni professionali di Giacomo Termine che considero legittime – precisa Ulmi – Quando si hanno incarichi istituzionali e politici, però, è giusto ragionare in termini di opportunità ed anche di rispetto nei confronti dei cittadini che si rappresentano». Ulmi spiega infatti che Termine, oltre ad essere sindaco di Monterotondo, è anche presidente del Coeso, un consorzio partecipato dai Comuni dell’area grossetana, amiatina e metallifera e dalla Asl Toscana sud est.

«Termine ha anche un altro importante incarico – aggiunge il segretario – quello di presidente della Conferenza dei sindaci della stessa Asl sud est e questo dovrebbe essere svolto ancor di più a garanzia del cittadino». E continua: «In pratica – sostiene il segretario della Lega – il sindaco/presidente Termine, da controllore dell’azienda sanitaria, di cui dovrebbe essere sprone di buona amministrazione e critico laddove se ne ravvisi la necessità, diventerebbe, in qualità di dipendente della stessa, controllato. E viceversa, nel senso che da amministratore dovrebbe supervisionare l’attività del dirigente cui sarà, da lavoratore, subordinato. Insomma una situazione paradossale».

Giacomo Termine chiarisce la questione: «Io sono un pubblico dipendente, ho vinto un concorso. La mobilità tra enti è un istituto regolare che segue procedure trasparenti – dice – Appena ne ho potuto usufruire ho fatto da tempo domanda a diversi enti che hanno emesso i relativi bandi. Fin qui le procedure che sono uguali per tutti compresi i familiari di assessori alla sanità del centrodestra».

Termine spiega infatti di essere già stato trasferito al Comune di Piombino proprio per evitare che il piano professionale e quello istituzionale si intersechino rispetto ai ruoli politici che ha in provincia di Grosseto. «L’obiettivo di Ulmi – continua Termine – prescinde dalla qualità del mio impegno e lavoro come presidente della conferenza dei sindaci della Asl sud est, nella sua denuncia non c’è nessuna valutazione di merito, solo uno sgomitare “partitico” per indebolire l’avversario e conquistare posti per se stesso e per i suoi». E Termine conclude: «Saluti da Piombino».

Ulmi non è si fatto mancare una replica: «Ricevo e contraccambio da Grosseto il saluto inviatomi da Piombino, ma Giacomo Termine, di fatto, conferma di aver effettuato una richiesta di mobilità inopportuna». Per Ulmi resta invariato il fatto che la domanda presentata da Termine sia stata inserita tra quelle dei candidati che possono aspirare al posto all’interno dell’azienda.

«Proprio perché Termine aveva deciso di avanzare la sua legittima richiesta nei confronti di vari enti – domanda Ulmi– non sarebbe stato opportuno non proporla alla Asl Toscana Sud Est in virtù delle cariche da lui ricoperte? » —

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