Sicurezza
«Sono stato morso dai lupi» Ma non era vero: denunciato
L’uomo è accusato di procurato allarme. Era stato medicato al pronto soccorso e l’infettivologo aveva anche chiesto l’arrivo di un vaccino speciale da Firenze
«Mi sono inoltrato in un boschetto che non era per niente fitto quando ho visto un predatore che stava divorando una carcassa dove c’era qualcosa che biancheggia. Resto immobile e subito un altro predatore esce dal bosco e comincia a ringhiarmi. Non mi ero mosso, ripeto, ma lui mi viene contro con la bocca aperta: indietreggio e tendo le mani per fermarlo ma quello mi ha già addentato le mani. A quel punto sono fuggito». Era stato questo il racconto del sessantacinquenne accompagnato il 26 gennaio scorso all’ospedale di Grosseto con alcune ferite superficiali alle mani. Medicato e vaccinato con l’antirabbica e l’antitetanica e poi mandato a casa. Parole che sono state smontate, una dopo l’altra, di carabinieri forestali che, ricevuta la segnalazione della presenza di un lupo nei boschi di Sticciano, si erano messi subito al lavoro. Quel racconto, hanno appurato, era falso. Non c’era stato alcun attacco da parte di un predatore, non c’era alcun lupo nella macchia. Il sessantacinquenne era stato morso da un cane da caccia, un piccolo segugio da tana di proprietà di un amico con il quale stava partecipando a una battuta. Impossibile, al momento, capire il perché di quella denuncia: probabilmente l’uomo non voleva mettere nei guai il proprietario del cane. Ma quel racconto fatto ai medici del pronto soccorso ora rischia di costargli caro perché i carabinieri lo hanno denunciato per procurato allarme. Il giorno in cui fu medicato al pronto soccorso del Misericordia, l’infettivologo che lo visitò chiese anche l’arrivo dal deposito dei farmaci di Careggi, di un siero speciale per i morsi di predatori. Siero che fu portato al Misericordia con un’ambulanza.
I carabinieri del nucleo forestale della stazione di Paganico con la collaborazione dei militari delle stazioni forestali di Roccastrada, Grosseto e Massa Marittima e insieme al Nipaaf, alla sezione operativa Antibracconaggio di Roma e al nucleo operativo e radiomobile di Grosseto hanno risolto il giallo: l’uomo, un cacciatore della provincia di Vicenza, si era inventato tutto.
Il sessantacinquenne originario di Vicenza, sabato 26 gennaio, non stava facendo una passeggiata con gli amici nel bosco e non aveva assistito all’aggressione di un gregge da parte di un predatore ma era impegnato insieme ad altri cacciatori in una battuta di caccia alla volpe organizzata dal proprietario dell’agriturismo dove stava soggiornando.
Lui era senza fucile: il porto d’armi infatti, gli era stato sospeso a seguito di una denuncia subita qualche tempo prima per uccisione di fauna protetta. Una volta terminata la battuta, il sessantacinquenne ha aiutato i colleghi a caricare i cani sulle auto ed è stato morso da uno dei segugi.
Quello che i carabinieri del nucleo forestale stanno ora cercando di capire è il perché di quella bugia raccontata una volta che l’uomo è arrivato all’ospedale.
Il sessantacinquenne è stato ora denunciato per procurato allarme. Non c’era stata alcuna aggressione né da parte di due lupi e nemmeno da parte di altri predatori. Il sessantacinquenne era stato morso appena da un cane di piccola taglia che non gli aveva procurato nemmeno ferite profonde. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
