Italia
Animalisti e cacciatori seduti fianco a fianco per mitigare i conflitti
GROSSETO. Attivazione di un percorso di dialogo e confronto tra le parti che porti ad una mitigazione del conflitto sociale e alla formulazione condivisa di soluzioni possibili. Sono questi gli obiettivi del lavoro di Medwolf, promosso dall’Unione Europea attraverso l’istituzione di “Piattaforme locali sui grandi carnivori”, a cui partecipano a Grosseto circa 30 persone, provenienti dai diversi settori della società che in qualche modo sono coinvolti nella gestione del lupo.
Nella nostra provincia l’espansione della presenza del lupo ha comportato una complicazione ulteriore per gli allevatori che sono già aggravati da molte difficoltà che caratterizzano il loro settore. Nonostante gli interventi tecnici sia delle amministrazioni competenti (Provincia e poi Regione, Asl), e di progetti specifici (fondi Praf e Life) che hanno portato in direzione di una gestione del bestiame tesa alla protezione dagli attacchi (mediante l’adozione delle misure di prevenzione) e dell’indennizzo delle perdite sofferte (tramite programmi d’indennizzo), le divergenze di opinioni e di posizioni sulla presenza del lupo non si sono avvicinate ed hanno spesso alimentato conflitti settoriali, anche riportati dai media locali. Solamente attraverso un percorso di dialogo e confronto tra le parti si può pensare ad una mitigazione del conflitto sociale che porti alla formulazione condivisa di soluzioni possibili.
Nella Piattaforma locale insediata a Grosseto sono rappresentati il settore allevatoriale insieme agli animalisti e gli ambientalisti, i cacciatori e i delegati dell’ufficio territoriale della Regione Toscana agli incontri che sono cominciati a ottobre 2018 e si concluderanno ad aprile con la presentazione di proposte concrete, condivise e necessarie per migliorare la condizione degli allevatori senza ledere gli interessi di chi ama il territorio e la sua selvaticità.
Gli incontri, che si tengono a Grosseto a cadenza mensile, sono gestiti da un facilitatore che, con tecniche di mediazione, accompagna i partecipanti attraverso un percorso di analisi profonda della situazione e di comprensione degli interessi delle parti opposte.
Animalisti e cacciatori siedono fianco a fianco per cercare soluzioni che possano migliorare la situazione senza necessariamente ricorrere in prima battuta ai prelievi, pur consapevoli delle possibilità indicate dall’articolo 16 della Direttiva Habit. —
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