Il Tirreno

Grosseto

il progetto 

Un modello per la pesca da esportare all’estero

G.B.
Un modello per la pesca da esportare all’estero

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ieri a Grosseto si è svolto il primo incontro tra i partner del progetto europeo “Ensamble”, che ha l’obiettivo di replicare in Corsica e in Tunisia l’esperienza del Flag Costa degli Etruschi, dove la sigla Flag sta per Fishering Local Action Group, cioè Gruppo di azione locale nel settore della pesca.

In via Giordania, nella sede del Far, si sono riuniti tutti i partner del progetto: Fabrizio Pasquini e Andrea Brogioni per il Flag Costa degli Etruschi, Rémi Bellia e Tommaso Scavone in rappresentanza dell’organismo corso Petra Patrimonia, Mouna Abaab e Faouzi Maamouri, rispettivamente project officer e direttore del Wwf Nord Africa e infine Maria Rita Cecchini per Legambiente Toscana. Tra i relatori anche alcuni amministratori locali come il vicesindaco di Castiglione della Pescaia Elena Nappi, il responsabile della cooperativa San Leopoldo e, sempre come soggetto affiliato al Flag, i vertici del Far Maremma. Si è parlato di metodologie per promuovere lo sviluppo dell’economia blu nel Mediterraneo, partendo da ciò che accade nel Mar Tirreno.

La due giorni, che si concluderà oggi, rappresenta infatti l’occasione per far conoscere agli ospiti stranieri il territorio, l’organizzazione della pesca e i principali attori marittimi (pubblici e privati) del comprensorio. Il Flag include infatti nella sua partnership associazioni professionali di pesca e acquacoltura, piccole e medie imprese, comuni e sindacati della pesca.

Il budget del progetto, che avrà una durata di 24 mesi, è di oltre 390mila euro, di cui 312.123 euro coperti da contributo europeo. «Uno dei punti cardine – ha spiegato Fabrizio Pasquini, presidente del Flag Costa degli Etruschi – è quello di esportare la partnership pubblico-privata, come strumento per contribuire allo sviluppo locale. Il progetto prevede lo scambio di buone pratiche e l’attuazione di azioni pilota per accrescere le capacità professionali degli operatori della pesca nel Mediterraneo. Consentirà di migliorare le capacità imprenditoriali, sviluppando nuove opportunità di lavoro (turismo, trasformazione, ristorazione) e coinvolgendo attivamente nella filiera donne e giovani». Tra i risultati attesi un regolamento condiviso per le attività di diversificazione della pesca e la creazione di una rete di organizzazioni della pesca. — G.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa