Il dolore
Sicurezza e Sos criminalità «Preoccupazioni in centro»
Sondaggio dell’Università di Siena su un campione di cittadini nei vari quartieri Lo studio commissionato dal Comune servirà per definire i prossimi interventi
Sono 726 i residenti che hanno risposto alle domande di dieci vigili volontari, che si sono presentati alle loro porte per dare risposte al sondaggio realizzato dall’Università di Siena, dipartimento di scienze mediche. Uno studio, quello commissionato dal Comune di Grosseto, che ha dimostrato il coraggio dell’amministrazione: ascoltare i cittadini, farsi dire da loro, direttamente, ciò che va e ciò che deve invece essere cambiato. «Negli ultimi 15 anni, Grosseto non è degenerata - dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna - Ma il sentire delle persone è cambiato nel tempo e abbiamo deciso di interpellare direttamente chi vive in città per progettare interventi per migliorare la qualità della vita e anche la percezione di sicurezza delle persone. Il nostro è il primo Comune d’Italia a fare un’esperienza simile». Esperienza portata avanti dal professor Fabio Ferretti dell’Università di Siena che ha coordinato il lavoro dei vigili volontari. Lo studio ha permesso all’amministrazione di scoprire che nel centro storico la percezione di insicurezza è maggiore che in altre zone e che invece, chi vive a Gorella, dorme sonni più tranquilli. «Tra gli indicatori c’è anche quello che rileva la percezione del disordine fisico e sociale - aggiunge il professor Ferretti - che sostanzialmente registra la percezione di degrado in una certa zona. E anche qui, il problema è più sentito in centro storico. Di nuovo, la zona dove il problema segna una percentuale più bassa è Gorarella».
Degrado, disagio sociale: per questo, l’amministrazione ha preso in esame, oltre alle segnalazioni arrivate alla polizia municipale per danneggiamenti, rumore e insediamento abusivo, anche quelli forniti dalla Caritas e le prestazioni del Coeso per il contrasto alla povertà. «È stato un lavoro svolto a 360 gradi - dice il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Agresti - sostenuto anche dalla Fondazione polo universitario grossetano. Questa scelta ha dimostrato il coraggio e la serietà dell’amministrazione».
Il percorso ideato dall’Università dura tre anni: da questa prima fase di indagine si passerà poi ai gruppi con i cittadini, uno per ciascun quartiere insieme ai vigili volontari, dopodiché comincerà la fase che si concentrerà sulle soluzioni da mettere in campo.
Non ci sono soltanto fenomeni come lo spaccio, come i furti e gli scippi a creare insicurezza nelle persone ma anche tutte quelle situazioni di disagio e degrado che possono essere percepite in città. «Basta vedere un materasso abbandonato per terra - aggiunge il professor Ferrini - per sentirsi insicuri».
Qualcosa, grazie a “Urban safety profile” è già stato fatto. «La segnalazione sulla presenza di persone che creavano problemi e che si radunavano intorno a una panchina in via della Pace - aggiunge Ferrini - è arrivata grazie ai vigili volontari».
La realizzazione di questa mappa della percezione di sicurezza sarà quindi il perno sul quale potranno essere definite le nuove politiche del Comune. «Con questo strumento potremmo calibrare meglio, in sinergia con le forze dell’ordine - dice l’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti - una strategia mirata per rendere la città più vivibile. Abbiamo chiesto un aiuto ai all’associazione vigili volontari che sono un importante presidio del nostro territorio». —
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