Sicurezza
Quota 100, in Maremma sarà un miraggio
Secondo Cgil in pochi potranno usufruire della chance del ritiro anticipato dal lavoro. Ecco quali sono alcuni degli ostacoli
È sempre più probabile che alla fine saranno pochi in Maremma i “quotisti”, cioè coloro che potranno prendere al volo la chance di ritirarsi dal lavoro un po’ prima (di quanto previsto dalla Riforma Fornero): a 62 anni. La pensa così Cgil della proposta messa sul piatto del governo Lega-M5s – la cosiddetta Quota 100 – per anticipare l’età pensionabile; intanto ieri sono risultate 222 le domande pervenute all’Inps dai lavoratori della Provincia di Grosseto. Secondo la Camera del Lavoro ci sono ostacoli non rimovibili perché effetto delle “tipicità” del territorio: «Quota 100 è pensata per l’operaio uomo delle fabbriche del nord Italia – dà l’idea Andrea Ferretti, segretario organizzativo della Cgil grossetana – e non per una realtà come la Maremma dove il lavoro stagionale ha sempre rappresentato una parte consistente» del mercato delle opportunità di impiego.
l’ostacolo n. 1
Quota 100 è il meccanismo che permette di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Introdotto di recente dal decreto legge 4 del 28 gennaio, rimarrà in via sperimentale fino al 2021, anno entro il quale dovranno essere maturati i requisiti anche se la domanda di pensionamento potrà essere presentata anche successivamente. Le cause di esclusione sono diverse, una però è saltata all’occhio degli esperti. «Un lavoratore che in 38 anni di contributi ha accumulato tre anni e un mese di disoccupazione – spiega Ferretti – non può usufruire di Quota 100». Il pensiero va dunque ai tanti maremmani che in passato hanno lavorato con contratti stagionali, al termine dei quali hanno goduto dell’allora indennità di disoccupazione (poi sostituita nel 2015 dalla Naspi) che per sei mesi di lavoro ne garantiva altrettanti con un sostegno al reddito. «Per Grosseto e la Maremma – secondo Cgil – dove tanti lavoratori hanno sempre lavorato stagionalmente (nel turismo, per esempio, dall’alberghiero alla ristorazione, ndr) il provvedimento purtroppo cela una grande delusione»: con sei stagioni (sul modellomaggio-ottobre) lavorate si finisce subito sulla soglia di guardia. «Ecco perché – aggiunge Ferretti – il provvedimento rischia di riguardare quasi esclusivamente il mondo della pubblica amministrazione, scuola e sanità».
l’effetto sul turn over
Proprio il fatto che, presumibilmente, usufruiranno del ritiro anticipato dal lavoro quasi esclusivamente i dipendenti della Pa, scuola e sanità perché di solito hanno alle spalle contratti più stabili, «Preoccupata proprio l’eccessivo alleggerimento di personale – nota ancora Ferretti – in quei settori strategici dove il turn over è bloccato».
la platea
Cgil ha inviato circa 700 lettere ad altrettanti lavoratori iscritti che potrebbero in teoria avere i requisiti per usufruire del provvedimento Quota 100. Tenuto conto che gli uffici di Cgil “coprono” un terzo delle domande che in Provincia di Grosseto vengono presentate all’Inps, si calcola che i quotisti potrebbero essere circa 2.100 all’anno, per tre anni: 6-7mila, dunque, sarebbero i maremmani potenzialmente interessati alla Quota 100, calcolo prudenziale e in linea con quello di Cisl. –
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