La manifestazione
Ottantenne invalido vittima dei vandali
La sua auto si ritrova spesso gomme squarciate e vetri rigati «È una persecuzione, abbiamo già sporto due denunce»
GROSSETO. Dispetti tra vicini di quartiere che puntano a danneggiare “una” persona precisa, o vandali scatenati senza motivo che colpiscono a caso? Si ignora chi sia il teppista seriale e perché si accanisca così. Fatto sta che da mesi – ormai – a farne le spese è sempre la stessa persona, un anziano invalido di 80 anni di Grosseto, tartassato dagli atti vandalici alla propria macchina. È una Punto verde vecchio modello che lui parcheggia vicino casa in via Meda di fronte all’Istituto alberghiero, accanto ad altre vetture.
La sosta è regolare; lui (come riferiscono i familiari) non ha problemi con nessuno. Ma è sempre e solo la sua auto a essere presa di mira ogni volta, in maniera del tutto inspiegabile, ritrovandosi gomme squarciate, carrozzeria rovinata e vetri rigati con la chiave. È successo più volte e «non ce ne capacitiamo», dice la famiglia che spiega come l’unica colpa del pensionato 80enne sia quella di parcheggiare il veicolo lì. I figli dell’uomo da tempo sono preoccupati per questi fatti, che si ripetono senza soluzione o tregua e anzi, sembrano registrare un’escalation.
L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto due giorni fa. Siamo sempre in via Meda, davanti alla scuola, a poca distanza dal palazzo in cui abita l’uomo. Il pensionato parcheggia sempre la sua vecchia Punto lì di fronte, e anche stavolta (come nei mesi scorsi) se la ritrova rovinata. «Via via ci siamo rivolti alle forze dell’ordine - dicono ancora i figli - ma gli episodi continuano e non ne possiamo veramente più».
Ai carabinieri del comando di Grosseto sono state presentate già due denunce, una a ottobre 2018 e un’altra a febbraio. Ma anche dopo l’ultimo episodio recente (avvenuto sempre questo mese) ne è seguito un altro tre giorni fa, quest’ultimo non ancora sfociato in denuncia.
Quali danni? Di tutti i tipi. «Stavolta – racconta il figlio dell’anziano - il teppista ha rigato tutti i vetri della macchina del babbo: quelli davanti, dietro, a destra e sinistra. Supponiamo con la chiave della sua macchina».
I finestrini risultano incisi ovunque; anche stavolta toccherà portare la macchina ad aggiustare, frugarsi in tasca e pagare fior di quattrini.
Gli episodi precedenti non sono stati da meno. «Una volta sono stati squarciati gli pneumatici, un’altra volta ancora di nuovo i vetri danneggiati».
Ma perché? Nessuno se lo spiega. La famiglia non comprende. «Nostro padre non ha mai fatto male a una mosca e non dà noia a nessuno, è incomprensibile».
Peggio ancora, insiste il figlio, «babbo oltre a essere anziano (ha 80 anni), ha anche un’invalidità».
Guida comunque la macchina, ha un regolare tesserino che certifica la sua condizione; ma ciò non scoraggia i dispetti.
La figlia parla ormai di una vera e propria «persecuzione, un accanimento che è sempre più incomprensibile e non dà tregua: non ne possiamo più. Noi abbiamo già presentato due denunce ai carabinieri contro ignoti, ma non ne usciamo: gli episodi si replicano. Nostro padre ha diritto di parcheggiare liberamente sotto casa, come fanno tutti i residenti di questo quartiere, oltretutto rispetta le regole e non crea intralcio a nessuno». —
El. G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
