Sicurezza
Discarica di farmaci spunta nel parcheggio dell’omicidio
Decine di confezioni usate sono comparse nel punto in cui è stato ucciso un clochard Forse non vi è alcun legame, solo una macabra coincidenza
GROSSETO. Nel weekend una piccola discarica di vecchi medicinali è comparsa nel tunnel di via Adriatico, laddove un mese fa si è consumato l’omicidio di Petru Leorda.
Il cumulo di farmaci (decine di confezioni usate) è stato scaricato da una mano anonima, forse di sera. Se ne ignorano causa e provenienza. È successo di fronte al sottoscala che ospitava il rifugio dei clochard; lì Leorda è stato aggredito e ucciso. I medicinali sono poi scomparsi il giorno dopo: il tunnel viene costantemente ripulito da un’impresa di pulizia. Di sicuro non ci saranno collegamenti con l’omicidio del senzatetto, resta il fatto che la coincidenza è strana e macabra. Un piccolo giallo durato poche ore, finché il pavimento non è stato ripulito. Questo spazio sotterraneo è stato forse identificato da qualcuno come uno dei luoghi più cupi in cui nascondersi, agire nell’ombra e seminare degrado e sporcizia.
La mini-discarica non è passata inosservata a chi vive o lavora in zona e parcheggia l’auto nei garage del tunnel; c’è chi ha figli e si è lamentato della sporcizia. Qualcuno avrebbe visto qualcosa. Venerdì sera due persone sarebbero state viste scendere nel sotterraneo con un grosso sacco nero per l’immondizia. Non era tardi, ma faceva buio. Chi è andato a riprendere l’auto nel garage sabato mattina ha trovato il cumulo di farmaci e scattato foto, poi circolate il giorno dopo nel quartiere. Scatole usate, alcune con scritte a penna sulla confezione. L’ipotesi è che provenissero da qualche contenitore che raccoglie i medicinali usati e che è stato scassinato da qualche balordo in cerca di siringhe. Come noto, nel sotterraneo ha trovato la morte il 25 gennaio Petru Leorda. Il sessantenne d’origine moldava è stato aggredito e ucciso la sera del 25 gennaio nel suo giaciglio allestito nel vano garage dei palazzi in via Adriatico. Per l’omicidio, resta in carcere in via Saffi dal 5 febbraio Costiniuc Trifan, 37 anni d’origini romene, che ha il suo domicilio nell’area delle roulotte in via Giordania. Leorda viveva nel sottoscala con un amico senzatetto, anche lui indagato. Proseguono le indagini della Squadra Mobile della polizia, coordinate dalla Procura. — El. G.
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