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Diamanti da investimento: 22 casi e 750mila euro di risparmi bruciati nel Grossetano

Diamanti da investimento: 22 casi e 750mila euro di risparmi bruciati nel Grossetano

Confconsumatori: "Si può chiedere il danno morale oltre a quello patrimoniale"

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GROSSETO. Ventidue casi a Grosseto per circa 750mila euro di risparmi bruciati. Le indagini per presunta truffa della Procura di Milano sulle banche che hanno venduto diamanti da investimento, arriva anche in Maremma, dove Confconsumatori conta, ad oggi _ 20 febbraio _ 22 casi. Alcuni hanno raggiunto transazioni con le banche coinvolte ottenendo rimborsi parziali dal 50 al 70% dell’investimento. Rimborsi parziali che non andranno più bene per il fallimento Idb e per l’indagine della Procura di Milano.

I consumatori coinvolti, spiega l'associazione, potranno richiedere anche il danno morale oltre a quello patrimoniale.

"Confconsumatori, che sta già tutelando da anni centinaia di risparmiatori, si costituirà parte offesa insieme ai propri associati nel processo penale che si avvierà nei prossimi mesi", spiega l'associazione. Per il momento, l’associazione continua a sollecitare Banco Bpm a risarcire i clienti danneggiati e ricorda ai consumatori che non hanno conservato i diamanti la scadenza dell’8 marzo per richiederne la restituzione.

LE INDAGINI SULLE 5 BANCHE – Dopo il fallimento di Idb, la Procura di Milano ha avviato indagini che hanno portato al sequestro di 700 milioni di euro a carico di Idb (già fallita il 10 gennaio 2019) e di Dpi, oltre che delle cinque banche coinvolte nella vendita di diamanti (Bpm, Unicredit, Intesa San Paolo, Mps e Banca Aletti). Per Confconsumatori l'indagine "evidenzia e certifica il comportamento quantomeno scorretto di banche e società venditrici", si legge in una nota.

DANNO MORALE, OLTRE CHE PATRIMONIALE – Confconsumatori assiste e tutela da mesi centinaia di persone in tutta Italia. "Si tratta di piccoli risparmiatori, famiglie, pensionati e piccoli imprenditori _ spiega l'associazione _ che, fidandosi del bancario di turno, sono stati convinti a investire i propri risparmi, talvolta anche totalmente o comunque in misura rilevante, in diamanti. Investimenti che venivano ingannevolmente sbandierati come sicuri e addirittura facilmente smobilizzati. A questo punto i consumatori-risparmiatori devono sapere che hanno diritto anche al risarcimento del danno morale, oltre a quello patrimoniale, essendo vittime inconsapevoli di reato".

I PROSSIMI PASSI – Confconsumatori nei prossimi giorni si costituirà parte offesa insieme ai propri associati, depositando l'atto alla Procura di Milano. Inoltre, l’associazione chiede – in attesa della fine delle indagini – che Banco Bpm, l'unica banca che ad oggi non ha risarcito per intero i propri clienti, si affretti a rimborsare il danno patrimoniale totale al 100% in favore delle vittime.

Infine Confconsumatori ricorda a chi ha ancora i diamanti in custodia alla fallita  Idb, che entro l'8 marzo 2019 dovranno presentare istanza al curatore fallimentare per la restituzione.

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