Diverbio con gli agenti Assolto automobilista
ORBETELLO. Era stata una bella giornata al mare, alla Feniglia, con la fidanzata. Sulla strada del ritorno verso Roma, Carlo, oggi 33 anni, non immaginava certamente di trovarsi invischiato con un procedimento penale per interruzione di pubblico servizio. Un procedimento terminato però con l’assoluzione: il fatto non sussiste.
Era il 18 luglio 2016. Tutta colpa del semaforo di via Volontari del Sangue, a Neghelli, che quel pomeriggio non era funzionante. Erano più o meno le 17.30. A regolare il traffico c’erano due agenti della polizia municipale, che con le braccia stavano canalizzando le auto e gli altri veicoli. Tra questi anche la Panda di Carlo. Lui aveva visto il gesto dell’agente e lo aveva interpretato come l’invito a impegnare la seconda corsia, verso via Matteotti e poi dritti. Non era così. Perché l’agente aveva inteso tutt’altro, anzi per Carlo era pronta una contravvenzione per non aver rispettato la segnaletica imposta. Era sorta una discussione e dal rapporto dell’agente era nata la notizia di reato che aveva portato all’imputazione di interruzione di pubblico servizio, per aver interrotto appunto gli agenti in servizio.
Gli agenti hanno testimoniato in aula confermando la ricostruzione. Ma il pm onorario Elena Bartalini ha sollecitato l’assoluzione, il giudice Giovanni Puliatti ha accolto la richiesta. Il difensore Luca Aldi aveva tra l’altro citato sentenze della Cassazione secondo le quali tale ipotesi di reato viene riservata a casi molto più gravi di quello avvenuto tre anni fa. — P.S.
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