Sicurezza
«Abitazioni sottoutilizzate un fenomeno da contrastare»
Gli appartamenti occupati da poche persone sono tra l’8 e il 10 per cento Le alternative: trasferimento o maggiorazione della retta
GROSSETO. Abitazioni ampie, ma abitate da piccoli nuclei familiari. Si chiama “sottoutilizzo” ed è un fenomeno annoso che si manifesta nella gestione degli alloggi di edilizia pubblica.
Un problema che la nuova legge regionale tenta di contrastare anche se, a quanto pare di capire dalle parole del presidente dell’Epg Trapanese e del direttore Ranocchiai – il successo è tutt’altro che scontato. In provincia di Grosseto gli alloggi occupati da una o due persone che possono risultare in condizione di sottoutilizzo sono una percentuale che oscilla tra l’8 e il 10 per cento. Coppie o singoli che si ritrovano a vivere in abitazioni con 5 posti letto e, in questo caso, l’assegnatario potrebbe essere chiamato a corrispondere una maggiorazione, anche consistente del canone. In alternativa potrebbe anche accettare di essere spostato in un appartamento più piccolo, in modo tale che Epg possa destinare quello con più posti letto a un nucleo familiare più grande.
Più facile a dirsi e a scriverlo in una norma, che a metterlo in pratica. Anche perché l’eventuale spostamento deve essere effettuato in un altro appartamento che, sebbene più piccolo, deve trovarsi nelle vicinanze di quello da sgomberare, quanto meno nella stessa zona, se non nello stesso palazzo. Il che non è così facile.
E anche l’aumento del canone a carico dell’assegnatario che sottoutilizzi l’appartamento assegnato non è così automatico: scatta, infatti, solo nel momento in cui il sottoutilizzatore rifiuti un alloggio adeguato che si trovi nella stessa zona di quello assegnato. C’è, poi, tutta una serie di casistiche che la Regione ha previsto, per tutelare alcune fasce di assegnatari. La nuova norma contro il sottoutilizzo, per esempio, non si applica nei confronti di persone anziane, ultrasettantenni, che sarebbero letteralmente sradicate dalla casa in cui anno abitato per tutta la vita o quasi. Inoltre non si applica nel caso in cui gli assegnatari siano disabili. Da un punto di vista economico, poi, il costo del trasloco è a carico del soggetto gestore degli appartamenti, così come l’attivazione delle utenze nel nuovo alloggio. — E.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
