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Santuario dei cetacei Rinnovata per 2 anni l’adesione alla “Carta”
CAPALBIO. Nel novembre del 2016 il Comune di Capalbio ha aderito alla Carta di Partenariato Pelagos fra Italia, Francia e Principato di Monaco che impegna i Comuni a garantire nella propria area di competenza particolari misure di protezione dei mammiferi marini (cetacei, balene, delfini) nel cosiddetto Santuario Pelagos (o Santuario dei cetacei): un’area di 87.500 chilometri quadrati ricadenti nel mar Tirreno settentrionale fra Costa Azzurra, Liguria, Toscana, Corsica e Sardegna. In questi giorni c’è un tassello in più: il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare ha comunicato al sindaco Luigi Bellumori l’esito favorevole di un’istruttoria decisiva. «È confermata per un ulteriore biennio - dice il sindaco - l’adesione alla Carta di partenariato del Santuario Pelagos che rappresenta e rafforza l’immagine di un Comune che nel tempo ha sottolineato il suo impegno e interesse per l’ambiente e la sua tutela». Per Bellumori, anche da un punto di vista turistico iniziative come questa incidono sulle politiche di tutela ambientale, e «non fanno che rinforzare la il profilo di una meta a vocazione anche turistica sempre più attrattiva e proiettata a un futuro di rilievo nel panorama turistico nazionale e internazionale».
Il Comune di Capalbio, ricadente nell’area del Santuario Pelagos, è fra i 29 Comuni in Toscana e tra i 5 in provincia di Grosseto ad aderire alla Carta di Partenariato.
Il Ministero ha assegnato a Capalbio ulteriori 4 punti che - uniti ai precedenti iniziali - costituiranno il riferimento per la successiva valutazione per il rinnovo dell’adesione alla Carta allo scadere del biennio di validità. A breve sarà firmata la nuova Carta di Parnership e sarà consegnata al Comune la nuova Bandiera del Santuario Pelagos. Quest’ultimo è nato nel 1999 grazie a un accordo internazionale che punta a proteggere i mammiferi marini e il loro habitat. Il Comune di Capalbio, che ricade all’interno del perimetro del Santuario essendo il limite più a sud definito sulla terraferma dal molo del fosso del Chiarone, aveva chiesto di aderire alla Carta di partenariato per salvaguardare la grande ricchezza di specie marine e di habitat presenti lungo la sua costa. —
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