Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Patteggia 10 mesi per l’incidente sul Cipressino

P.S.
Patteggia 10 mesi per l’incidente sul Cipressino

Imputato per omicidio stradale un uomo di 70 anni. La vittima non  aveva allacciato le cinture: riconosciuta come attenuante 

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GROSSETO. Chiuso con il patteggiamento il procedimento penale relativo all’incidente in cui aveva perso la vita a 78 anni l’avvocato Maurilio Toninelli, il 13 marzo di due anni fa.

Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha ritenuto congruo l’accordo raggiunto tra gli avvocati Gianfranco Nesi e Francesco Mussio e il pubblico ministero: 10 mesi e 20 giorni di reclusione con la concessione del beneficio della sospensione della pena e la revoca della patente di guida. Ai legali di parte civile per i familiari di Toninelli (Simone e Claudio rappresentati dall’avvocato Luciano Giorgi, Isabella Curielli rappresentata dall’avvocato Marco Biagioli), sono state riconosciute le spese per 4.000 euro complessivi.

Sotto accusa, e presente all’udienza, c’era Riccardo Parrano, 70 anni, nativo di Roma e residente a Scandicci. Era imputato di omicidio stradale. L’incidente era avvenuto lungo la strada provinciale 64 del Cipressino, nel territorio di Cinigiano, all’altezza del km 13, intorno alle 12.30. Secondo l’imputazione, Parrano era alla guida di una Citroen C5, diretto verso il mare. Si era scontrato con la Ford Focus di Toninelli che marciava in direzione opposta. Parrano avrebbe perso il controllo del veicolo invadendo la semicarreggiata opposta. La parte centrale-sinistra della Citroen aveva centrato quella identica della Focus. Per le conseguenze di questo urto, la Ford aveva subito una rotazione di novanta gradi in senso antiorario ed era finita fuori strada. L’avvocato Toninelli era morto poco dopo, senza che fosse possibile prestare alcun soccorso.

Dopo i rilievi dei carabinieri, la Procura aveva affidato all’ingegner Domenico Trovato una consulenza sulla dinamica dell’incidente. Poi il fascicolo è approdato all’udienza preliminare.

Nella quantificazione della pena, il giudice ha ritenuto di dover considerare fra le attenuanti sia che la vittima non aveva allacciato le cinture di sicurezza sia che alla moglie e ai due figli, nonché al fratello, sono state liquidate le somme derivanti dalla polizza assicurativa, a titolo di acconto o di saldo. — P.S.



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di Redazione web