La protesta
Geotermia penalizzata i sindaci sono pronti a occupare il ministero
Dall’Amiata alla Valdicecina i primi cittadini di nuovo uniti Puntano a una vivace protesta per essere ricevuti dai vertici
AMIATA. Dopo le manifestazioni, gli annunci, le inascoltate richieste d’incontro ai rappresentanti del governo e dei partiti di maggioranza, l’esclusione della geotermia dagli incentivi decisi nel decreto Fer1 e probabilmente anche nel Fer2, per i “sindaci geotermici” amiatini e della Valdicecina è il momento di mettere in atto azioni che abbiano un forte impatto nell’opinione pubblica. Per questo, l’idea che sta prendendo corpo è di recarsi a Roma in gruppo, entrare al ministero dello sviluppo economico e indossare le fasce tricolori. Una sorta di occupazione fino a quando non sarà concesso loro un incontro coi vertici del Mise. Domani ci sarà la riunione dell’osservatorio economico all’Unione montana dei Comuni. Si parlerà di questa opportunità e di altre manifestazioni con la partecipazione della popolazione.
«Pare che la ricerca di spiragli e margini di trattativa e dialogo che, come sindaci dei territori geotermici abbiamo perseguito in questi mesi, non abbia raggiunto alcuno scopo di fronte ad un governo sordo ad ogni confronto ed incomprensibilmente arroccato sulle posizioni antiscientifiche sostenute dai comitati NoGeo – dice il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni – Vediamo il profilarsi all’orizzonte dei territori geotermici un futuro incerto e per molti aspetti drammatico. Non solo ogni ulteriore possibilità di sviluppo della geotermia in Toscana e nel paese rischia di essere affossata, ma il possibile blocco degli investimenti da parte dell’attuale gestore ed il loro dirottamento verso l’estero porterebbero ad una paralisi del settore con conseguenze gravissime in termini di perdita di posti di lavoro, sia in Enel Green Power che nell’indotto». Martignoni giudica «pericolose e inappropriate» le scelte del governo che «decide di condannare all’impoverimento e allo spopolamento intere aree che vivono grazie alla geotermia, fidandosi, per un pugno di voti, di sedicenti comitati del “no” e rifiutando qualunque prova scientifica a sostegno della rinnovabilità e sostenibilità ambientale della geotermia. È necessario che il governo si assuma una precisa responsabilità verso i cittadini. Impensabile un’economia dei territori geotermici, che nel breve e medio termine, possa fare a meno della industria geo termoelettrica». –
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