Il Tirreno

Grosseto

Il parchino e il viottolo della discordia «Se passo con il cane mi insultano»

Giovanna Mezzana
Il parchino e il viottolo della discordia «Se passo con il cane mi insultano»

Residente chiede di recintare il tratto dell’area verde lungo il passaggio lastricato: «Così nessuno teme sconfinamenti»

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Capita che i rapporti tra chi vive con un cane e chi non ce l’ha siano difficili. Tutto però può essere più semplice se arriva un piccolo aiuto da chi ha in mano il governo della città: è ciò che chiede Michela Fiorini, residente nel quartiere Regioni, tra gli ospiti ieri mattina della seconda tappa 2019 di Caffè Tirreno che si è svolta al bar Che palle di via Sicilia 23.

Partiamo dall’inizio. In fondo a via Adamello c’è un piccolo parco; l’area verde è stata recintata con rete metallica e cancellini, intervento che discende da un pacchetto messo a punto dalla Giunta Vivarelli Colonna per il restyling di alcuni parchini riservati ai bambini; con questo escamotage si è voluto impedire l’ingresso ai cani e soprattutto ai proprietari di quattrozampe che non puliscono dove la loro bestiola sporca. Fin qui, tutto bene.

Il parchino si apre di fronte ad un palazzo e tra il palazzo e l’area verde c’è un passaggio pedonale lastricato che era stato chiuso da un cancello; dopo proteste infuocate, il cancellino è stato riaperto. «Ma nel mezzo (vedi foto) – descrive Michela Fiorini – è rimasto il paletto di legno che impedisce un accesso agevole ad una carrozzella per disabili. Ecco, io chiedo all’Amministrazione comunale se, visto che il cancello è stato riaperto, non sia possibile eliminare anche il palo di legno per consentire a chi si muove su di una sedia a rotelle un passaggio meno difficoltoso».

Non finisce qui. L’ospite di Caffè Tirreno ha anche un’altra richiesta che gira alla Giunta e, in particolare, all’assessore Riccardo Megale. «In prossimità dell’ingresso al passaggio pedonale – dettaglia ancora Michela – c’è il cartello “Vietato l’ingresso ai cani”, che si riferisce – aggiunge – al divieto di condurre cani sull’erba del parco, nell’area verde. Ebbene, ogni volta che io passo di lì con il mio cane, c’è qualcuno che mi insulta. Io utilizzo quel passaggio pedonale per accompagnare mia sorella che ha difficoltà nel muoversi da sola ma tengo il cane sul lastricato, non lo faccio entrare nell’area verde. Visto che tutto il resto del parchino è recintato, chiedo al Comune se fosse possibile recintare anche il tratto del parco che corre lungo il passaggio pedonale lastricato, così nessuno avrebbe più alcun timore»; ecco perché sarebbe poi opportuno eliminare, suggerisce Michela, anche il cartello “Vietato l’ingresso ai cani” o, almeno, posizionarlo in modo tale che si capisca che il divieto è di condurre cani sul prato.

C’è poi un’ultima richiesta che Michela Fiorini invia all’Amministrazione comunale: bene ha fatto il Comune a recintare il parchino riservandolo così – inequivocabilmente – ai bambini, «ma chi ha un cane dove può andare? Perché – dice – il Comune non riserva nei d’intorni anche un’area per chi ha un quattrozampe? » . Messaggio inviato. –



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