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Gli operai licenziati in consiglio «Non si lavorava all’inferno»

Giulia Sili
Gli operai licenziati in consiglio «Non si lavorava all’inferno»

I dipendenti di Scarlino Energia ringraziano ma puntualizzano: «Lasciati a piedi»  Biondi critica il ricorso: «Brutta pagina politica», Iacomelli si scusa per i socialisti

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Continua il peregrinare degli operai di Scarlino Energia, per i quali è partita la procedura di licenziamento in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha messo la parola fine sul cogeneratore della Piana.

Ieri mattina cinque dipendenti dell’azienda sono stati ricevuti dal consiglio comunale di Gavorrano e durane la seduta il sindaco Andrea Biondi non ha risparmiato parole dure in riferimento alla vicenda e al modo nel quale, questa, è stata gestita. Per il sindaco di Gavorrano è infatti mancata una vera progettualità legata a questa vicenda.

A prendere la parola è stato Simone Ticciati, responsabile di esercizio per Scarlino Energia: «Attualmente è partita la procedura di licenziamento per tutti – ha detto – Stiamo attendendo decisioni aziendali ma tutti o quasi saranno senza dubbio mandati a casa. È la prima volta che le istituzioni fanno qualcosa di concreto per darci una mano e per questo le ringraziamo. Dall’altra parte mi preme dire che l’impianto non è fermo perché inquina, come è stato detto: l’ultima sentenza è stata fatta contro la Regione non contro l’impianto». Ticciati ha spiegato che «il Consiglio di Stato ha puntualizzato su come è stata data l’autorizzazione da parte della Regione e non se l’impianto abbia carenze o meno». «Ogni volta – ha proseguito il dipendente di Scarlino Energia – passiamo da sciagurati che lavorano nell’inferno e non credo che sia vero. Attualmente la società non si sa cosa voglia fare e le istituzioni stanno facendo questi passi verso di noi. Intanto però noi siamo nel limbo e fuori la situazione è critica». Dure le parole del primo cittadino: «Provo imbarazzo politico – ha esordito il sindaco Andrea Biondi – La politica e i Comuni non sono uffici di collocamento. La politica è progettualità e sviluppo di un territorio e se diventa movimento, ovvero porta avanti delle campagne che sono fine a se stesse e scevre di una visione dello sviluppo di un territorio, si impoverisce totalmente del suo ruolo». Biondi ha spiegato che durante il tavolo di crisi che si è svolto giovedì mattina in Comune a Follonica non ha voluto entrare a gamba tesa sulla questione: «Ritengo che questa sia una pagina molto brutta della politica. Ci sono progettualità che possono essere sbagliate o che nel tempo possono rivelarsi non completamente esatte; ma ci devono essere. E in questa dinamica la progettualità è stata completamente assente». E Biondi ha concluso: «Pretendo la sostenibilità ambientale ma non accetto le lotte contro quella presenza industriale».

Durante la seduta anche la capogruppo di minoranza Elisabetta Iacomelli ha commentato: «Sostengo la mia parte politica – ha detto – ma ritengo che qui sia stato fatto gioco delle parti e voi siate stritolati. Vi chiedo scusa a nome mio e del partito che rappresento». —

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di Redazione web