Sicurezza
Il Comune in guerra con la cooperativa Cento immobili “spariscono” nella società
Cessione di ramo d’azienda e creazione di un fondo di rischio: i debiti con l’amministrazione non potranno essere recuperati
L’operazione fatta dalla Serenissima è lecita ma il Comune teme che con la cessione del ramo d’azienda compiuta dalla Serenissima, il debito nei confronti dell’Ente sarà più difficilmente recuperabile. E per questo, la giunta guidata dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha incaricato un avvocato di promuovere un’azione revocatoria contro questo atto. «È un passaggio necessario – spiega l’assessore con delega all’area Peep Fabrizio Rossi – per tutelare il Comune: dobbiamo rientrare del debito fatto per il pagamento della rivalutazione del terreno su cui è sorta l’area Peep Pizzetti». Un debito che ammonta a quasi sette milioni di euro e che ha costretto il Comune, dalla scorsa estate, a inviare le cartelle esattoriali ai proprietari delle abitazioni e alle cooperative.
La Serenissima, il 5 dicembre del 2017, ha creato una società a responsabilità limitata nella quale ha conferito un ramo d’azienda che è costituito da circa 100 immobili tra appartamenti, terreni, posti auto e auto che si trovano in diverse zone della provincia di Grosseto e che dovrebbero poi essere affittati. E nella relazione di stima del ramo d’azienda sono stati anche specificati i debiti della cooperativa che – proprio attraverso la cessione del ramo d’azienda – vengono assunti dalla nuova società. «Tra questi però – dice ancora l’assessore Rossi – non è stato inserito il debito verso il Comune di Grosseto», sebbene tra i contenziosi pendenti sia invece indicato quello al Consiglio di Stato sulla legittimità o meno e sull’esistenza appunto del debito nei confronti dell’Ente e tra le passività è stato inserito una specie di “fondo rischi” di 200mila euro, che corrisponde più o meno a quanto la cooperativa deve all’amministrazione per una delle tre cartelle esattoriali che le sono state notificate. Sempre nella relazione di stima poi, è stato inserito il valore del patrimonio immobiliare della società, pari a un milione e 600mila euro. Cifra questa, ritenuta dal Comune congrua per soddisfare il debito.
Quando l’amministrazione comunale si è accorta dell’operazione che la cooperativa aveva fatto, ha cercato di correre ai ripari. «L’azione revocatoria va in prescrizione entro cinque anni – aggiunge l’assessore Fabrizio Rossi – Non potevamo aspettare: dobbiamo rientrare di quel debito e per farlo abbiamo cercato di impedire la possibilità che quei beni venissero tolti dalla disponibilità della cooperativa per andare a costituire il patrimonio immobiliare di una società nei confronti della quale esigere un credito diventa difficilissimo». Un’azione, quella del Comune, che è stata promossa anche da quindici persone, soci ed ex soci della Serenissima che oltre alla revoca della creazione della nuova società hanno anche promosso un’azione risarcitoria nei confronti della cooperativa. La Serenissima, che sta costruendo un nuovo palazzo a Castiglione della Pescaia, ha vincolato anche il nuovo immobile al fine dello «sfruttamento edificatorio». Ciò significa che quel bene sarà intangibile per i creditori come appunto il Comune di Grosseto e che, grazie al vincolo messo dalla cooperativa, potrà essere utilizzato soltanto per pagare chi vanta dei crediti che sono legati alla realizzazione della costruzione. E anche in questo caso, il Comune di Grosseto resterebbe al palo.
In circa sei mesi, la cooperativa avrebbe sottratto dalla possibile azione esecutiva del Comune e di Equitalia, «un’importante quantità dei propri beni immobili – si legge nella delibera di Giunta – poiché la Serenissima risulta ancora proprietaria degli immobili sui quali gravano ipoteche e, pertanto, potrebbero risultare, in sede di riparto esecutivo o concorsuale, insufficienti a garantire il credito del Comune». È per questo che l’amministrazione ha deciso di andare avanti con un’azione legale per chiedere la revocatoria – come già hanno fatto 15 tra soci ed ex soci – contro l’atto che predispone il passaggio dei beni immobili dalla cooperativa alla società e anche contro l’atto, successivo, con cui è stato messo un vincolo di destinazione ai beni che la Serenissima sta realizzando nel comune di Castiglione della Pescaia. –
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