Il Tirreno

Grosseto

Trecento pastori in centro Protesta del sangue bianco

Fiora Bonelli
Trecento pastori in centro Protesta del sangue bianco

Il Comitato sfilerà questa mattina dagli Arcieri fino a piazza della Vasca Litri di latte verranno versati per terra: «Ce lo devono pagare un euro più Iva» 

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«Quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno più le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita». Questa frase tratta da “La rabbia” di Pier Paolo Pasolini che comparirà scritta in un cartello preparato dal “filosofo” del comitato pastori del grossetano Fernando Tizzi, sarà il perno della manifestazione del Comitato pastori d’Italia che si tiene questa mattina a Grosseto. «Non è questione solo di latte – precisa Tizzi – ma di tutto il nostro ambiente. Vogliono distruggerlo».

Non si sa ancora quanti saranno gli allevatori che alle 11,30 protesteranno a Grosseto in piazza della Vasca, dove arriveranno in corteo partendo dal parcheggio degli Arcieri. Bidoni del latte pronti per essere versati per terra dai pastori che chiedono un equo prezzo del loro latte di pecora.

La protesta del “sangue bianco”, partita dalla Sardegna, si sta spandendo rapidamente dall’isola ad altre regioni italiane e due mattine fa ha esordito in piazza Barsanti, a Grosseto.

Il Comitato pastori d’Italia ha annunciato da giorni la sua manifestazione, organizzata con l’autorizzazione del Questore e la scorta delle forze dell’ordine. Gli allevatori prima di tutto depositeranno i bidoni del latte in piazza della Vasca e poi partiranno in corteo dal parcheggio degli Arcieri sotto le Mura cittadine, sfileranno per via Porciatti e via Fallaci fino alla piazza. Avranno striscioni, cartelli e la bandiera del comitato, unica ammessa alla manifestazione dalla presidente Mirella Pastorelli: «Solo la nostra – dice – niente politica, né associazioni né sindacati. Solo allevatori e la gente che ci vorrà sostenere».

I pastori che non potranno partecipare hanno messo a disposizione i loro bidoni di latte che i colleghi passeranno a ritirare e si suppone che i manifestanti siano circa trecento persone. «È una manifestazione che riguarda soprattutto la provincia di Grosseto – spiega Luigi Farina, allevatore di Fonteblanda – e anche se ci saranno delegazioni da Viterbo, Siena, Pomarance, Pisa, Garfagnana, tuttavia abbiamo voluto fare un focus sulla situazione della nostra zona. Il problema che andremo a rappresentare in un documento che consegneremo al Prefetto e che sarà subito diramato ai ministeri competenti, è quello del latte pagato una miseria. Ma come Comitato sottolineiamo anche il problema delle predazioni, che per noi toscani è un’aggravante di non secondo piano della pastorizia grossetana. Ci avevano promesso 50 euro a capo per le aziende che devono “convivere” col lupo». Intanto il documento con le richieste è pronto: si chiede per il latte 1 euro più Iva e per la carne di agnello, si chiedono 5 euro al chilo. «Bisogna poi assolutamente – spiega Farina – modificare il disciplinare della dop sia sarda che toscana e questo lo può fare solo la politica. Chiediamo anche la tracciabilità del latte». —

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