Il Tirreno

Grosseto

il futuro dell’ippodromo  

Roma non cancella il Casalone Il legale degli ippici: non è finita

Giovanna Mezzana
Roma non cancella il Casalone Il legale degli ippici: non è finita

Nel calendario corse la casella Grosseto figura ancora, l’avvocato: «Buon segno» Oggi udienza al Consiglio di Stato per il ricorso di una sessantina di operatori

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È trascorso quasi un anno dall’ultima giornata di corse al galoppo sulla pista del Casalone, ma il mondo ippico maremmano non getta la spugna. È fissata per oggi al Consiglio di Stato un’udienza per il ricorso firmato da una sessantina di operatori ippici e appassionati che erano ricorsi alle carte bollate contro la chiusura dell’ippodromo grossetano: il loro legale, Stefano Mattii del Foro di Fermo, (ri)punta ad ottenere una misura cautelare per la riapertura dell’impianto. E ci sarebbero altri dettagli extragiudiziari – che arrivano dalle “carte” ministeriali ma anche dalla “cronaca” – per cui, secondo l’avvocato marchigiano, la partita sarebbe tutt’altro che chiusa. Intanto a Fosso Martello, dove ci sono diversi box per cavalli, sta prendendo forma un minipolo ippico: una ventina sono i purosangue che hanno trovato qui una maison e che ogni mattina vengono allenati sulla pista del Casalone per correre negli ippodromi come San Rossore. È il segno che nella Grosseto-orfana del (suo) Casalone – e di un calendario ippico – la passione per il cavallo da corsa non è svanita. Tutt’altro.

l’udienza

È in agenda per oggi al Consiglio di Stato un’udienza per la revoca (o la modifica) dell’ordinanza con cui a settembre – confermando la precedente ordinanza di rigetto del Tar – la sezione Terza del Consiglio di Stato aveva respinto l’appello cautelare proposto dagli operatori ippici che si erano opposti alla chiusura dell’ippodromo. A luglio, il Tar aveva respinto tale ricorso che era contro la mancata programmazione delle giornate di corse al Casalone, il travaso del segmento delle redini corte al trotter dei Pini di Follonica e la conseguente chiusura dell’impianto grossetano; i giudici amministrativi avevano bollato come infondato tale ricorso che era contro il ministero dell’agricoltura e le due società ippiche, la grossetana Ippodromo del Casalone e la follonichese Sistema Cavallo. E Mattii è ricorso al Consiglio di Stato.

la casellina bianca

Indipendentemente dalla decisione che uscirà oggi dalla Camera di consiglio, l’avvocato dei sessanta ippici – fantini, allenatori, allevatori, appassionati e frequentatori del Casalone, grossetani e non – è convinto che sullo storico impianto di Grosseto non sia stata deposta ancora alcuna pietra tombale: lo rivelerebbe una “casellina” comparsa – ricomparsa, o meglio ancora, mai cancellata – nel calendario ministeriale delle corse ippiche per il 2019. «Risulta documentalmente – osserva Mattii – che nel calendario del Mipaaf l’ippodromo di Grosseto non è stato cancellato. La casellina è bianca ma ancora figura. Significa che al Ministero di gente onesta che vuole bene all’ippica ce n’è». E veniamo alla cronaca. Il perdurare della chiusura di Roma Capannelle potrebbe portare riverberi in Maremma, secondo Mattii. «Se si prospetta una sventura del genere (la debacle del grande ippodromo della Capitale che rappresenta il 30% del segmento del galoppo tricolore, ndr) – valuta l’avvocato – il Casalone è una delle poche piste che potrebbe supplire, come il Caprilli di Livorno». Intanto a Follonica, l’effetto-Capannelle è già arrivato: con un decreto ministeriale di ieri e «preso atto del prolungarsi della chiusura dell’ippodromo di Roma Capannelle», il Mipaaf ha attribuito ai Pini due giornate ulteriori di trotto, il 22 e 27 febbraio. Vedremo, dunque, anche se l’amministratore unico della società Ippodromo del Casalone Alessandro Massai ha di recente dichiarato al Tirreno che non è nelle sue intenzione – vista anche la nebbia che avvolge il futuro del settore ippica – richiedere giornate di corse a Ministero. I progetti di Massai sono piuttosto altri: per esempio, realizzare un parco-giochi al posto del parterre e dare impulso al centro di Fosso Martello.

i purosangue

Proprio a Fosso Martello i cavalli stanno aumentando: e non stiamo parlando di quelli di cui si prende amorevolmente cura la Oikos onlus e che con l’ippica hanno chiuso. A Fosso Martello di cavalli da corsa ora ce ne sono più di quanti ve ne fossero ospitati ai box storici del Casalone quando la scorsa estate vennero chiusi. Di proprietà di scuderie grossetane, i purosangue “di” Fosso Martello sono la cartina al tornasole che la passione per i cavalli da corsa non si è dispersa e non si è dissolta con il trasloco delle gabbie dei partenti nella Città del Golfo. Ancora c’è. Ancora c’è chi ha voglia di investirci: per amore, per tradizione, o per business. –





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