Gioco
In un anno 65 residenti in meno Ma le nascite sono in crescita
La presenza di cittadini stranieri evita il tracollo demografico «Dobbiamo progettare politiche che trattengano i giovani»
Volto dell’Amiata sostanzialmente stabile in quanto a popolazione rispetto al 2017, anche se il segno è leggermente negativo.
E questo nonostante l’altissimo numero di cittadini stranieri residenti nei territori dei paesi del versante occidentale. Questo è quanto dicono i report che ogni Comune compila per l’Istat entro la fine di gennaio. Abitanti nell’Amiata grossetana al dicembre 2018: 16.063 a fronte dei 16.128 rispetto al 2017; in termini numerici la montagna grossetana perde complessivamente 65 unità.
Si evita il tracollo grazie alla presenza di cittadini stranieri, fra comunitari e non comunitari che toccano quasi le 3000 unità. Ma il profilo dei Comuni non è omogeneo. Esiste un’Amiata a due velocità, in cui fanno da traino Arcidosso e Castel del Piano che tuttavia, dopo un trend positivo negli ultimi anni, vedono la popolazione diminuire anche se di poco. Positive le nascite che rispetto al 2017 sono 107, rispetto alle 80 dell’anno precedente. Di contro sono morte 208 persone rispetto alle 247 persone. La crescita della popolazione si registra solo in un Comune, Seggiano, con un incremento di 24 persone che si deve all’immigrazione soprattutto di stranieri che passano da 170 a 190 unità: «Sono soprattutto stranieri inglesi, tedeschi, olandesi – commenta il sindaco Gianpiero Secco – che hanno acquistato casali e poderi e risiedono ora stabilmente qui da noi».
La maggiore presenza di cittadini stranieri si registra a Castel del Piano con 925 presenze aumentate rispetto alle 895 del saldo precedente. Si tratta di stranieri sia comunitari che non e che, come sottolinea il sindaco Claudio Franci, scelgono di risiedere qui perché trovano maggiori opportunità di lavoro. «Ci sono – dice– gruppi ormai consolidati come turchi, albanesi, rumeni, oltre marocchini e tunisini». Ogni paese ha infatti i suoi gruppi etnici collaudati, come Santa Fiora in cui prevalgono rumeni, polacchi e macedoni legati a lavori come il taglio del bosco. L’unico Comune che ha solo sporadici residenti extracomunitari è Roccalbegna: «Abbiamo – dice il sindaco Massimo Galli – quasi solo stranieri comunitari, come inglesi, tedeschi e altri di varia provenienza».
Il quadro della situazione non è comunque molto incoraggiante, sebbene non drammatico: «Dico che Castel del Piano ha tenuto – commenta il sindaco Franci - Ma inutile nascondersi dietro un dito. La popolazione invecchia, nascite ve ne sono poche la presenza di stranieri è rilevante. È interessante comunque notare che i flussi migratori riguardano anche molti italiani che hanno deciso di trasferirsi qui a Castel del Piano e questo è positivo. Ma per il resto dobbiamo cercare di progettare politiche che trattengano in loco i giovani e siano iniezioni di fiducia verso tutte le generazioni».
Sulla presenza di stranieri ad Arcidosso interviene l’assessore alla cultura Adriano Crescenzi: «Sono circa 800 gli stranieri – dice – provenienti dall’Est Europa e dall’Africa. Sono tanti quasi come un piccolo paese amiatino, ma non hanno mai dato problemi. La maggior parte perfettamente integrati». Anche il sindaco di Semproniano Luciano Petrucci osserva che »occorrono politiche creative e lungimiranti». —
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