Il Tirreno

Grosseto

venerdì un intervento del consigliere regionale fattori 

Il comitato Rodotà cerca firme in difesa di acqua e beni comuni

G. B.
Il comitato Rodotà cerca firme in difesa di acqua e beni comuni

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GROSSETO. I promotori del comitato “Stefano Rodotà” di Grosseto si sono riuniti alla “Libreria delle ragazze” per presentare il programma di rilancio (locale e nazionale) delle proposte di Stefano Rodotà, appunto, in particolare la raccolta delle firme a sostegno dell’iniziativa di legge popolare depositata in Cassazione lo scorso 18 dicembre a difesa dei beni comuni.

Nell’occasione Silvano Brandi e Roberto Barocci hanno introdotto i contenuti della conferenza che venerdì 15 terrà a Grosseto il consigliere regionale Tommaso Fattori, con argomento la proposta di leggi a difesa dell’acqua e di altri beni comuni. Infine si è parlato della costituzione di una società cooperativa di mutuo soccorso. «Hanno privatizzato l’acqua e stanno privatizzando anche l’aria – ha attaccato Barocci – due beni universali, che non dovrebbero mai essere merci. Non è una esagerazione. Per l’acqua abbiamo bisogno di nuove leggi per cambiare l’esistente gestione inefficace, in mano ai privati; per l’aria, se combattiamo contro le combustioni evitabili (dall’inceneritore di Scarlino, agli impianti a biomasse intorno a Grosseto, alla geotermia in Amiata) è perché si aspira aria pulita per poter ossigenare le combustioni, per diluire i veleni che si immettono, restituendola con maggiore concentrazioni di Co2 e inquinanti vari, aggirando in tal modo i limiti di legge, rovinando il clima e la salute. Per questo abbiamo invitato a Grosseto il Consigliere regionale di Sì, Toscana a Sinistra. La sua proposta di legge si ricollega a quella già depositata in Parlamento».

Brandi ha parlato del Comitato Rodotà: «A dieci anni dal disegno di legge delega, frutto del lavoro della Commissione Rodotà e sette anni dopo il referendum del 2011 per l’acqua pubblica, la situazione che viviamo è quella di un Paese che continua a essere sempre di più esposto al rischio che il neoliberismo affondi il colpo finale, con i suoi strumenti di privatizzazione selvaggia di ogni bene e servizio pubblico. Noi vogliamo contrastare tutto questo, riportando al centro del dibattito nazionale l’intera questione dei beni pubblici e dei beni comuni, riprendendo il testo originale del disegno di legge Rodotà e trasformandolo in un’iniziativa di legge popolare».

Sabina Rombaldi e Stefania Amarugi, entrambe insegnanti in pensione, insistono sul valore dei beni comuni, anche a livello locale, dove Comuni e Provincia svendono unità immobiliari e luoghi che appartengono alla comunità: «I beni comuni devono restare al di fuori del mercato; non possono essere oggetto di rapporti di scambio, non sono soggetti a prezzo per il loro utilizzo».

Infine le conclusioni di Maurizio Buzzani, segretario provinciale di Rifondazione: «Intendiamo raccogliere perlomeno un milione di firme, e non solo le 50.000 necessarie per legge, perché il messaggio popolare sia coraggioso e forte. Nel frattempo proveremo a costruire una rete permanente ad azionariato diffuso, una società cooperativa di mutuo soccorso tra generazioni presenti e future. Questo obiettivo è di grande respiro e si inizierà a perseguirlo dalla metà di febbraio in avanti, e rappresenta una sfida per il presente e una promessa responsabile per il futuro». Il comitato grossetano è al momento composto da persone da tempo impegnate nei territori nelle lotte civili e sociali. — G. B.

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