Il dolore
I detenuti si rieducano giocando a bridge
massa marittima. La Federazione Italiana Gioco Bridge darà il via il prossimo da domani ad un corso di bridge dedicato ai detenuti del carcere di Massa Marittima. «Il bridge – spiega il presidente della federazione, Francesco Ferlazzo Natoli – non è un gioco di carte, è un gioco di logica. Non si vince perché si ha fortuna ma perché si individuano le mosse vincenti attraverso delle analisi. I benefici del bridge sulla mente sono dimostrati da numerosi studi scientifici: potenzia la memoria, il ragionamento, ma anche il comportamento sociale. In questo gioco, che è un vero e proprio sport, il rispetto per le regole e per l’avversario sono indispensabili». Queste caratteristiche hanno reso il bridge uno strumento “rieducativo” spalancando le porte di diverse case circondariali italiane. Il progetto ha avuto successo, e si è diffuso in tutta Italia. Sarà Daniela Barlettai, farmacista con la passione per il bridge, neodiplomata Scouter dalla Figb a condurre gli ospiti della casa circondariale alla scoperta del gioco. Il corso a Massa Marittima si articolerà su una ventina di lezioni, per una quindicina di iscritti. «Il bridge – spiegano dalla Federazione – si gioca in coppia, a carte coperte. Per vincere è necessario rispettare il proprio compagno e fidarsi delle informazioni che trasmette. A differenza di altri giochi di carte, il bluff è controproducente, perché si ingannerebbe anche il proprio socio. Trasparenza, logica e strategia sono gli elementi che portano alla vittoria». —
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