Il Tirreno

Grosseto

il progetto 

I detenuti si rieducano giocando a bridge

2 MINUTI DI LETTURA





massa marittima. La Federazione Italiana Gioco Bridge darà il via il prossimo da domani ad un corso di bridge dedicato ai detenuti del carcere di Massa Marittima. «Il bridge – spiega il presidente della federazione, Francesco Ferlazzo Natoli – non è un gioco di carte, è un gioco di logica. Non si vince perché si ha fortuna ma perché si individuano le mosse vincenti attraverso delle analisi. I benefici del bridge sulla mente sono dimostrati da numerosi studi scientifici: potenzia la memoria, il ragionamento, ma anche il comportamento sociale. In questo gioco, che è un vero e proprio sport, il rispetto per le regole e per l’avversario sono indispensabili». Queste caratteristiche hanno reso il bridge uno strumento “rieducativo” spalancando le porte di diverse case circondariali italiane. Il progetto ha avuto successo, e si è diffuso in tutta Italia. Sarà Daniela Barlettai, farmacista con la passione per il bridge, neodiplomata Scouter dalla Figb a condurre gli ospiti della casa circondariale alla scoperta del gioco. Il corso a Massa Marittima si articolerà su una ventina di lezioni, per una quindicina di iscritti. «Il bridge – spiegano dalla Federazione – si gioca in coppia, a carte coperte. Per vincere è necessario rispettare il proprio compagno e fidarsi delle informazioni che trasmette. A differenza di altri giochi di carte, il bluff è controproducente, perché si ingannerebbe anche il proprio socio. Trasparenza, logica e strategia sono gli elementi che portano alla vittoria». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa