Il Tirreno

Grosseto

Fiori “anonimi” lasciati fuori dalla porta, in centro storico è arrivato l’antivandalo

Fiori “anonimi” lasciati fuori dalla porta, in centro storico è arrivato l’antivandalo

Grosseto: un’anima gentile lascia primule gialle davanti alla libreria, spesso devastata dai teppisti  

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GROSSETO. Di notte uno sconosciuto raggiunge la vetrina del negozio e colpisce in gran segreto. Punta dritto al vaso e (sorpresa) stavolta non rompe un bel nulla. Non distrugge niente, non spacca vetri, non urina addosso alle saracinesche, non semina bottiglie e cocci di vetro qua e là. Piuttosto tira fuori degli splendidi fiorellini gialli e li appoggia sui vasi fuori dal negozio. La libreria Paoline di Grosseto, da anni tartassata da piccoli atti di teppismo, finisce dunque “nel mirino” (si fa per dire) per un gesto contrario, che è di pura poesia.

In centro storico è arrivato l’antivandalo: uno sconosciuto che non ha lasciato firme e che – forse impietosito da quei vasi rovinati mille volte dai barbari di turno – ha deciso di regalare un po’ di bellezza. Nottetempo ha adagiato fuori dal negozio alcune primule gialle. «Un gesto anonimo e non ancora rivendicato», racconta Ilaria Fabbri che gestisce l’attività da molti anni con il socio Marco Rossi.

Spiega lei, tutta divertita e commossa: «Lunedì il mio collega Marco mi manda un messaggio con le foto di questi fiori gialli appoggiati nei nostri vasi qua fuori e mi fa: “Ma sei passata te?”. Lunedì mattina la libreria è chiusa, lui era transitato lì davanti per caso e aveva trovato la sorpresa: io però non ero stata, ero a casa e così, non appena ho visto la foto, ho risposto subito: “sarà stata un’anima gentile!”. È così: quando di pomeriggio sono andata al lavoro ho trovato anch’io queste deliziose primule messe da una mano anonima nei due vasi fuori dalla porta. Stamani era un po’ freddo; nel pomeriggio li interrerò».

L’identità dell’antivandalo non è nota, «il gesto non ha ancora una firma», scherza Ilaria che non ha idea di chi ringraziare. «Noi abbiamo tanti amici che passano di qua, ma penso che qualcuno di loro ci avrebbe mandato un messaggio e lasciato un biglietto: “guardate, vi ho fatto un regalino e appoggiato qua due piantine”. Invece nulla». È possibile che qualche ignoto allora – impietosito per le piccole grandi devastazioni che la libreria subisce sempre - abbia voluto lasciare un segnale contrario, per dare il suo umile contributo e far capire che la gentilezza senza firme e senza traiettorie definite esiste per davvero. Sui social, una delle massime più popolari in circolazione è «praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso».

La libreria Paoline ha spesso risentito della stupidità dilagante. «Noi il lunedì mattina siamo chiusi - chiosa la titolare - ma spesso capitiamo lo stesso in zona per fare commissioni, andare in banca o in qualche negozio. Se passiamo qua davanti troviamo quasi sempre un campo di battaglia, conseguenza dei weekend. Vasi buttati in terra di notte, bottiglie lasciate nei vasi, cocci rotti, frammenti di vetro, bicchieri in giro».

Un disastro, che più volte è finito sotto i riflettori nel corso degli anni, quando Il Tirreno ha raccolto il malumore dei commercianti e scritto di chi si diverte a devastare il centro storico. (el.gi.)
 

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