Sicurezza
Calano i donatori di sangue «È colpa della precarietà»
La mancanza di lavoro incide sulla volontà di fare del bene agli altri L’appello di Sestini all’Asl: «Servono più medici e centri prelievi aperti più giorni»
In Maremma si dona più plasma rispetto al sangue. Questa è la prima indicazione che si deduce dal bilancio stilato da Avis provinciale Grosseto sui dati forniti dalle ventotto sezioni maremmane del 2018 11. Sono 826 le donazioni totali del 2018 a fronte delle 11.910 registrate nel corso del 2017: un saldo di – 84. «Il motivo del calo si spiega dalla diminuzione del numero di esami a cui un donatore si sottopone – dice il presidente Carlo Sestini – a cui si aggiunge il lavoro precario che non invoglia i cittadini a donare».
Spicca la differenza tra le donazioni di sangue intero in ribasso (8. 643 che equivale a – 3, 42%) e quelle di plasma in rialzo al 31 dicembre (2.782, +8, 46%): ciò è dovuto al maggior tempo in cui vengono impiegate strumentazioni e poltrone rispetto a quello relativo alle donazioni di sangue ma anche all’importanza che il plasma assume nella produzione di farmaci salvavita.
I multicomponent hanno invece subito un leggera flessione (401 corrispondente a – 0, 25%).
Male le sezioni di Roccastrada (- 20), Sticciano e Casteldelpiano (- 26), tiene Gavorrano nonostante la privazione della navetta per il trasporto pubblico dei donatori ( - 118); bene invece Orbetello ( + 51), Manciano ( +49) e Follonica ( +78). «Lancio due appelli all’azienda sanitaria Toscana Sud est – prosegue Sestini – uno per l’apertura del quarto giorno di donazione a Follonica e l’altro per risolvere problemi sulla sopravvenuta carenza di personale medico per le trasfusioni».
Numeri positivi emergono per i donatori: attivi (chi ha donato almeno una volta negli ultimi due anni) sono stati 7143 (4792 uomini, il 67% e 2351 donne, il 32, 86%) di cui 6019 (-15% rispetto agli attivi) effettivi (che hanno donato lo scorso anno); nel 2017 i donatori attivi erano stati 7242, di cui 6050 donarono almeno una volta (-16,45%) con un indice di donazione di 1,96% (rapporto tra numero di donazioni annuali 11.826 e numero di donatori 6019).
La fascia d’età 46-55 anni è quella in cui si dona maggiormente (2162 ovvero il 20, 8% dei donatori attivi) così come è forte l’incidenza dei giovani donatori attivi (18-24 anni): 7, 51% percentuale che lievita se si guarda ai nuovi giovani donatori (+26, 64 rispetto al 2017) con Castiglione della Pescaia sezione ad avere il più alto tasso (15, 32%).
I nuovi donatori sono stati 563 (327 uomini, 58, 08% e 236 donne, 41, 92%) in crescita dal 2017 in cui erano 512. «In sei anni – conclude Sestini – si è avuto un calo di 1285 donazioni, quasi il 10% in meno». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
