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Grosseto

Striscione appeso al municipio «È la politica del sotterfugio»

Striscione appeso al municipio «È la politica del sotterfugio»

Le telecamere del Comune hanno ripreso due persone in azione  Condanna del sindaco: «Noi invece mettiamo la faccia su tutto» 

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LA POLEMICA

Il Comune ha visionato le immagini delle telecamere di videosorveglianza per vedere in azione chi ha appeso il lenzuolo “Chiuso per revisionismo” sulla porta del Municipio, la notte tra sabato e domenica. Il lenzuolo – comunque firmato da Maremma Antifa – faceva riferimento al Giorno del ricordo e alla commemorazione in ricordo delle vittime delle Foibe istriane. Il video mostra due persone coperte dal cappuccio del piumino e che appendono lo striscione alla porta.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna aveva fin da subito condannato il gesto parlando di «sinistra rancorosa e arrogante», e torna sull’argomento ora che ha sbobinato le immagini. «C’è chi nel 2019 fa politica di sotterfugio, a volto coperto, approfittando del buio della notte – dice il primo cittadino – La testimonianza è in questo video registrato dalle telecamere di videosorveglianza del Comune piazzate dall’assessore Fausto Turbanti che riprendono gli impavidi esponenti di Maremma Antifa mentre sistemano in fretta e furia il loro striscione sul portone del municipio: combattono contro la forza di gravità per fare in modo che il loro manifesto resti appeso al portone chiuso, combattono contro l’oscurità per essere certi che quel manifesto non penda da un lato o dall’altro. Sono le battaglie di una sinistra fuori contesto, senza equilibrio né orientamento. E allora siamo fieri di chi nel 2019 fa politica alla luce del sole - prosegue il sindaco - mettendoci la faccia e prendendosi le proprie responsabilità davanti ai cittadini. Le telecamere (e sono quelle dei media e non quelle di videosorveglianza) ci riprendono sia per evidenziare ciò che di buono facciamo sia per mettere in dubbio eventuali scelte non condivise. C’è dibattito, in pieno clima di democrazia. L’unica battaglia che combattiamo è fare il bene di Grosseto: non servono striscioni ma spirito di sacrificio, competenze e trasparenza. E la pazienza di perdonare chi – ormai senza punti di riferimento – non sa dove e come trascorrere la notte». —

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