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elezioni  

La Provincia ha il nuovo consiglio Esulta la destra, chi brinda e chi no

Gabriele Baldanzi
La Provincia ha il nuovo consiglio Esulta la destra, chi brinda e chi no

Ulmi: «Abbiamo fatto un lavoro capillare che ha pagato» Carlicchi: «Pareva una follia, un risultato giunto in 30 giorni» 

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GROSSETO. C’è il mal di pancia del forzista orbetellano Luca Teglia (ex vicepresidente e primo degli esclusi), che se ne va arrabbiato insieme al senatore Claudio Berardi, dopo aver discusso con Olga Ciaramella e Marco Biagioni. Poi c’è la gioia della Lega che, senza fatica, ne piazza in consiglio due su cinque: il sindaco di Campagnatico Luca Grisanti (probabile vicepresidente) e Pierfrancesco Angelini. Abbracci e sorrisi tra il segretario provinciale Andrea Ulmi, il deputato Mario Lolini e Giacomo Cerboni (il primo a calcolare il D’Hondt). Da Siena, per festeggiare, arriva il consigliere regionale Marco Casucci, «perché la Lega è una grande famiglia». Esultano anche Bruno Ceccherini e Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia), che ringraziano i territori per la compattezza dimostrata. Non era scontata l’elezione di Ceccherini, che nel capoluogo contava solo su due voti e ha dovuto serrare i ranghi in periferia.

Alla fine, come evidenziava nei giorni scorsi il sindaco di Magliano Diego Cinelli, il consiglio provinciale ricalcherà quello del capoluogo, con ben sei membri su dieci. Sul fronte opposto il Pd, calcolatrice alla mano, scopre che il divario dal centrodestra (11mila unità di voto) resta enorme e per colmarlo la mobilitazione avrebbe dovuto essere totale. Invece le assenze sono tante, proprio tra le file Dem. Alcune giustificate, altre da leggere a dispetto.

Il giorno dopo, i conteggi con il metodo D’Hondt raccontano anche un’altra scomoda verità: nel caso fosse scattato il secondo consigliere per le Civiche (il pitiglianese Filippo Lombardelli), a perderne uno sarebbe stato proprio il Pd, non il centrodestra. Quindi, di fatto, nulla sarebbe cambiato nella geografia politica del consiglio. Tra i comuni di media grandezza spiccano le assenze di Federico Mazzarello e Walter Massetti di Castiglione, quella del massetano Danilo Simoni, dell’ex assessore Antonio Camillo di Manciano. Tante defezioni anche dal comprensorio amiatino, che in forza di questo disinteresse non avrà alcun rappresentante in consiglio. Resta al palo Federico Badini, primo dei non eletti. Due anni fa era stato “promosso” Claudio Franci.

Per Gesuè Ariganello, segretario del Pd, «il risultato delle elezioni provinciali lancia un messaggio chiaro alle forze politiche di centrodestra e lascia ben sperare per il prossimo futuro». Ariganello ritiene evidentemente secondario il fatto che il centrodestra mantenga cinque consiglieri pur avendo perso Monte Argentario e il Pd, invece, retroceda di uno, anche in virtù del voto alle civiche di diversi esponenti di area Dem. «Il dato politico – continua Ariganello – fotografa una importante battuta di arresto del centrodestra, perché le forze politiche che appartengono a quell’area non sono più maggioranza in Provincia». Da qui la richiesta di un cambio di rotta nel governo.

Di segno diametralmente opposto, come ovvio, il commento di Ulmi. «Abbiamo fatto un lavoro capillare sui territori. E ha pagato. Confermiamo la maggioranza come coalizione e la Lega guadagna anche un consigliere. Risultati non scontati. La presenza di una terza lista, quella civica, avrebbe potuto sfavorirci, contavano di metterci in minoranza, e invece non è stato così». Nei prossimi mesi, secondo Ulmi, il centrodestra saprà tradurre questa proposta politica anche nei sedici comuni al voto». Fratelli d’Italia, per bocca di Ceccherini e Rossi, evidenzia che i cambi di casacca nel consiglio comunale di Grosseto (il riferimento è a Tornusciolo e ad Angelini) non abbiano inciso sulla rappresentanza in consiglio provinciale. «I 6mila voti ponderati di Ceccherini – dice Rossi – dimostrano il consenso per il suo operato e per quello del presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sul tema della sicurezza e sulle tematiche ambientali. La grande propensione al radicamento di Fdi si è dimostrata eccezionale nei comuni minori e in quelli di fascia intermedia». Infine Rinaldo Carlicchi (Civiche): «Il progetto Civiche di Maremma ha ottenuto il 16% dei voti ponderati espressi per il rinnovo del consiglio provinciale. Sono onorato di poter rappresentare 45 amministratori che si sono espressi in tutti i comuni della provincia. Sembrava una follia, in 30 giorni partecipare ad una competizione elettorale, partendo da zero, redigendo un programma condiviso e sottoponendo al voto, invece ci siamo riusciti». –

Gabriele Baldanzi

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