Il Tirreno

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leopoldo II di lorena  

Conto alla rovescia per salvare l’indirizzo sanitario Rischia di sparire

Gabriele Baldanzi
Conto alla rovescia per salvare l’indirizzo sanitario Rischia di sparire

Troppo pochi gli iscritti per poter formare una classe prima La prof: «Eppure offre molti sbocchi lavorativi interessanti» 

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In città c’è una scuola – e un indirizzo – che nel recente passato, forse più di ogni altra, ha permesso agli studenti diplomati di intraprendere un percorso lavorativo. Ragazzi di 19/20 anni richiesti, testati, assunti. Ebbene, proprio questo corso rischia adesso di scomparire per mancanza di iscrizioni. È il paradosso di una società che sembra disdegnare le professioni socio-assistenziali, nonostante la domanda in crescita di operatori. C’è ancora una settimana di tempo per salvare l’indirizzo “Professionale dei servizi per la sanità e l’assistenza sociale” dell’Istituto Leopoldo II di Lorena, che negli ultimi 12 anni ha formato decine di operatori del settore socio-sanitario, alcuni dei quali assunti dall’Asl, da cooperative, case di riposo, asili.

Nei giorni scorsi era emersa, per l’anno scolastico 2019-2020, una carenza di iscrizioni, che al momento non permette di raggiungere un numero sufficiente di alunni per formare una prima il prossimo settembre. La referente, la professoressa Beatrice de Gasparis, ci mette la faccia: «Sarebbe una perdita grave per Grosseto. L’indirizzo è in sofferenza ormai da tre/quattro anni e non riusciamo purtroppo a farlo conoscere abbastanza, a promuoverlo nelle scuole medie. Eppure si tratta di un’offerta formativa molto interessante e con molteplici sbocchi». «Abbiamo diverse discipline professionalizzanti in questo indirizzo – prosegue la de Gasparis – materie come legislazione, igiene e cultura medico sanitaria, metodologie operative, psicologia. Posso garantire che i ragazzi escono preparati e hanno due strade davanti: quella di cercare un lavoro, con molteplici opportunità anche a Grosseto o in provincia, oppure quella di proseguire il percorso di studi, affrontando facoltà, faccio un esempio, come scienze infermieristiche, psicologia, studi sociali, scienze della formazione primaria».

Dal luglio 2016, peraltro, c’è una sperimentazione, un protocollo d’intesa tra la Regione Toscana e l’Ufficio Scolastico regionale che regola lo svolgimento di un percorso speciale per gli studenti dell’istituto professionale per i servizi socio sanitari. In pratica si riconosce a questo indirizzo del Leopoldo II di Lorena la possibilità di formare i ragazzi e permettere loro di ottenere la qualifica di Oss, l’operatore socio-sanitario. I docenti dell’Istituto hanno la competenza a trattare e verificare una serie di materie di cultura generale, mentre la formazione della parte strettamente sanitaria viene assunta dal personale docente del percorso oss dell’Asl Toscana Sudest. Certo, l’impegno richiesto è notevole: l’obbligo di frequenza è inderogabile e non deve scendere al di sotto dell’80% delle ore previste per ogni modulo. Molteplici sono le verifiche sul campo. Durante la classe quarta, accanto ai moduli svolti all’interno dell’istituto con i propri docenti, gli studenti cominciano le lezioni all’esterno della scuola, presso il polo universitario e al Misericordia, presso cui svolgono sia lezioni teoriche che pratiche. In quinta proseguono le lezioni sia interne che esterne e da poco sono terminati i primi tirocini in ospedale, per i quali è d’obbligo la maggiore età degli studenti. Il monte ore complessivo a carico del Leopoldo II di Lorena è di 105 ore, mentre le ore di lezione attribuite alla sanità sono 139, a cui si aggiungono quelle di tirocinio nei reparti ospedalieri, 190 ore. –

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