Gioco
Casa all’asta, indaga la Procura di Siena «Ho consegnato le carte»
«Io ho consegnato tutti i documenti che avevo. Saranno cinque sei chili di fogli di carta. È tutto ciò che ho sulla vicenda della mia casa venduta all’asta. Siamo stati a parlare cinque ore. E non abbiamo ancora finito. E tutti devono sapere che io andrò fino in fondo: non ho nulla da perdere, non mi fermeranno. Altri avranno anche i poteri forti, io ho il potere dell’onestà».
Sandra Pelosi è stata ascoltata ieri mattina, nella caserma dei carabinieri di Grosseto, da un militare incaricato dalla Procura di Siena. C’è un fascicolo aperto lì dopo la denuncia che l’imprenditrice senese di nascita ma grossetana di adozione ha presentato a novembre in relazione alla vendita della sua casa di via de’ Rossi (per questa vicenda la donna aveva anche tentato il suicidio) ma anche a tutto ciò che aveva preceduto quella procedura, dalle pratiche di finanziamento fino al grave infortunio che ha finito per renderla invalida. Una casa venduta a meno della metà del valore. A Pelosi è stato inviato un invito a comparire.
E lei ieri ha fatto i nomi di tutte le persone che hanno avuto a che fare con la vicenda, direttori, funzionari, commercialisti. «Dire addio a quella casa è stato un dolore immenso ma non sono così stupida: mi sarei fermata se avessi capito che non c’era nulla da fare, che ero nel torto. Ma non è così. Mio marito Luigi Gorello, che è morto l’estate scorsa, e che si era occupato per venti anni per lavoro proprio di queste cose, da dirigente di banca, sapeva cosa faceva. Sapevamo tutti e due che c’erano cose che non andavano bene».
Ai carabinieri Sandra ha ribadito tutte le accuse mosse nella denuncia (compresa anche l’integrazione) che ha dato origine al procedimento penale. Lei non sa dove potrà portare questo fascicolo, ma ha già una certezza: «Dopo questo incontro io sono fiduciosa, non credo che la Procura di Siena si sarebbe mossa se non ci fosse nulla su cui far luce». E non è finita, perché ci sarà un altro appuntamento con i carabinieri della sezione di pg di Siena: “Non so ancora quando ma spero presto”.
L’imprenditrice, che abita nella nostra provincia e che si muove grazie all’aiuto di un’amica che l’aiuta negli spostamenti con la carrozzella, vive adesso in una casa degna di questo nome. Fino a poche settimane fa era alloggiata in un luogo insalubre, senza acqua calda, senza riscaldamento, con muffe, crepe. «Tante persone si sono allontanate, altre sono rimaste vicino. E io non finirò di avere parole di ringraziamento per don Enzo e per banca Cras».
Adesso l’attesa per il prossimo colloquio: «Io faccio tutto per Luigi, voglio riprendermi la casa». —
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