Sicurezza
Portavano cibo agli spacciatori in cambio di droga: 28 indagati
Nei boschi di Capalbio e Magliano i consumatori venivano utilizzati come autisti e davano indicazioni a chi voleva andare a rifornirsi di stupefacenti in quella zona
Consumatori utilizzati come autisti a chiamata, così fedeli da portare loro nei boschetti dove avevano trovato rifugio il cibo e tutto il necessario per vivere, in cambio di soldi o droga, che spesso facevano anche da accompagnatori di chi voleva acquistare una dose, accompagnandoli direttamente dai pusher o fornendo indicazioni precise su come fare per raggiungerli. È quanto emerso dall’indagine dei carabinieri che hanno smantellato il drive in della droga nel boschetto di Capalbio e di Magliano in Toscana. Da dove cocaina, eroina e hashish partivano per rifornire non soltanto clienti, ma anche altri spacciatori nella zona di Follonica. Coordinata dai sostituti procuratori Anna Pensabene e Giovanni De Marco, l’inchiesta dei militari ha portato alla luce un giro che dalla Versilia attraversava la Lucchesia fino ad arrivare nel sud della Maremma.
Ventotto i nomi iscritti nel registro degli indagati: a sei di loro sono state applicate misure cautelari.
gli indagati
Uomini di origini nordafricane e italiani avevano stretto un sodalizio con alcuni consumatori che, secondo la Procura, sono state indotte a cooperare per ottenere in cambio di favori, soldi e droga. Said Jarmouni, 38 anni, Jawad El Azzouzi, 32 anni, Ahmed Jarmouni, 30 anni, Brahim Jarmouni, 37 anni, Moustapha Jarmouni, 31 anni, sono tutt’ora in carcere, mentre Riccardo Lupinetti, 39 anni di Orbetello, è ai domiciliari così come Mohamed Guennane, 37 anni sono ai domiciliari. Irreperibili invece Said Satia, 39 anni, Abderrahim Jarmouni, 27 anni e Noureddine Esseddyquy, 37 anni.
Nessuna misura cautelare è stata invece applicata a Ivan Dominici, 32 anni di Orbetello, Selene Bennato, 26 anni di Orbetello, Youssef El Alama, 32 a anni di Grosseto, Said Jarmouni, 35 anni, Mohamed Musei, 32 anni, Hicham Er Rifaiy, 28 anni, Mortar Mansour, 41 anni, Francesco Domenichini, 53 anni di Grosseto, Monica Contri, 52 anni di Grosseto, Khalid Oufetoul, 32 anni, Juri Bagni, 48 anni di Grosseto, Sara Rondanelli, 44 anni di Grosseto, Alessandro Stefanelli, 50 anni di Grosseto, Roberta Palazzini, 50 anni di Grosseto, Lubomir Emanoilov Chkodrov, 61 anni, di origini bulgare e Dino Bertoli, 47 anni di Orbetello.
Il gruppo di spacciatori aveva indotto a collaborare con il sodalizio le persone che sono state poi indagate e che da semplici acquirenti si sono trovati nei guai.
I carabinieri hanno individuato in tutto ben sei piazze di spaccio identiche a quella di Orbetello: tutte nei boschi e tutte gestite da magrebini. Una di queste veniva addirittura pubblicizzata non solo con il passaparola ma anche con messaggini agli acquirenti più assidui attraverso utenze dedicate che venivano sostituite ogni 15-20 giorni.
droga nella verdura
I corrieri - hanno accertato i carabinieri - partivano di notte dalla provincia di Lucca per portare la droga nei boschi. Droga che a volte nascosta nella frutta e nella verdura. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati quantitativi ingenti di droga: 400 grammi di cocaina e 200 di hashish. Gli investigatori hanno tenuto d’occhio i clienti: molti giovani, studenti e tantissimi tossicodipendenti che sapevano dove trovare la droga con la quale venivano riforniti i maggiori centri dei litorali viterbese e maremmano. I tempi e le modalità delle cessioni venivano fissati direttamente con gli assuntori che si fermavano al limite del bosco e aspettavano il loro turno come in un drive in. Ed è lì che sono entrati in gioco i clienti che sono diventati complici di un sistema di spaccio ben collaudato: il gruppo dei nordafricani che gestivano il drive in della droga nei boschi, smantellato dai carabinieri della compagnia di Grosseto attraverso servizi di osservazione e intercettazioni telefoniche, aveva convinto, attraverso la cessione di droga o il pagamento di soldi, alcuni tra i clienti più fedeli ad accompagnarli durante gli spostamenti che avevano bisogno di fare e portando loro cibo e altri generi di prima necessità che permettesse loro di poter continuare a vivere nel bosco, senza aver bisogno di uscire. Ma soprattutto erano i clienti finiti poi nei guai ad accompagnare chi aveva bisogno di acquistare cocaina, eroina e hashish al drive in o a dare indicazioni precise per trovare la piazza dello spaccio lontana dalla strada e da occhi indiscreti, sotto gli alberi del boschetto di Capalbio. —
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