Il Tirreno

Grosseto

elezioni provinciali: l’esito  

Il centrodestra si tiene la maggioranza per 5 consiglieri a 4

Gabriele Baldanzi

Palazzo Aldobrandeschi rinnova l’assise senza sorprese La lista Dem è sotto “di uno”, una poltrona va alle civiche

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Sono le 21,30 quando si conclude lo scrutinio per l’elezione dei consiglieri provinciali. Finisce con il centrodestra che conferma la sua risicata maggioranza. In sala non c’è il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che aveva votato in mattinata. La sua preferenza, da sindaco, è per Olga Ciaramella. Apprenderà al telefono la nuova composizione (ufficiosa) dell’assise, diramata subito dopo la chiusura delle operazioni di spoglio. Solo oggi arriverà l’ufficialità su nomi e numeri. Alla fine tutto come previsto alla vigilia: quattro consiglieri (Francesco Limatola, Marcello Giuntini, Lorenzo Mascagni e Luca Aldi) per la lista Dem; cinque consiglieri al centrodestra (Luca Grisanti, Marco Biagioni, Bruno Ceccherini, Olga Ciaramella e Pier Francesco Angelini) con Forza Italia che perde un consigliere a vantaggio della Lega; uno alle civiche, che portano a Palazzo Aldobrandeschi Rinaldo Carlicchi. Fuori di un soffio il pitiglianese Filippo Lombardelli. Due anni fa la contesa di secondo livello si era conclusa con un altro risultato di parità (un cinque a cinque tra centrodestra e Democratici). Stavolta il pareggio non era scontato. Significativi i dati dell’affluenza comune per comune, già oltre il 50% alle 13 (64% alle 17), grazie alle “spedizioni” mattutine da Magliano in Toscana, Monterotondo Marittimo, Monte Argentario e Semproniano. In coda Castlell’Azzara (solo il 18%). Il primo a presentarsi alle urne, quando sono da poco passate le 8, è il sovranista Pasquale Virciglio, consigliere della Lega nel capoluogo, l’ultimo Alberto Savoi di Civitella Paganico. I numeri della partecipazione sono inequivocabili.

Mostrano come la mobilitazione sia stata imponente, a dimostrazione che la posta in palio era alta. Tra le curiosità il voto mancante del sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati (unico dei 28 a disertare). I franchi tiratori sono stati pochi, quei pochi a vantaggio del centrodestra. Hanno pesato, per i Dem, le assenze di quattro consiglieri dell’Argentario (Riccardo Alocci, Alessandra Fanciulli, Michele Lubrano e Chiara Orsini), il forfait dell’ex sindaca di Orbetello Monica Paffetti, di Federico Mazzarello e Walter Massetti di Castiglione. Il meccanismo elettorale delle Province è complesso, il voto tracciabile. In comprensori come quello grossetano, con soli 28 comuni e 376 amministratori suddivisi in cinque fasce (con schede di colori diversi), si può risalire con buona approssimazione all’individuazione delle preferenze. Ogni voto infatti ha un peso diverso a seconda del comune a cui appartiene l’amministratore che la imbuca nell’urna. I comuni con popolazione fino a 3mila abitanti hanno la scheda di colore blu; superiore a 3mila e fino a 5mila (arancione); superiore a 5mila e fino a 10mila (grigia); superiore a 10mila e fino a 30mila (rossa); superiore a 30mila e fino a 100mila (verde). —

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