Attenzione
Collacchie, dopo il taglio dei pini a rischio il maltempo ne fa precipitare un altro
A dicembre la Provinciale 158 era stata “ripulita” da 60 alberi pericolosi. Giorni fa un nuovo crollo (e i tronchi sono sempre lì)
GROSSETO. Circa 60 pini pericolosi erano stati tagliati a dicembre lungo la strada provinciale delle Collacchie da una ditta incaricata da palazzo Aldobrandeschi. Oggi, a due mesi di distanza dalla messa in sicurezza dell’arteria, il problema parrebbe ancora in piedi (in quali dimensioni è da capire).
La settimana scorsa il vento ha piegato sulla Provinciale un pino, finito a terra dove resta tuttora davanti a un agriturismo, a poche decine di metri dalla rotonda e dalla strada per Marina. L’albero è adagiato vicino ai cassonetti della spazzatura, non ancora rimosso ma segnalato da apposito cartello e da nastri segnaletici in plastica, bianchi e rossi da cantiere (v. foto).
Più avanti, sempre sulla sp 158 (ex statale 322) in direzione Castiglione della Pescaia, c’è un altro albero piegato e ricurvo sulla strada, potenzialmente pericoloso in caso di vento forte. Lo indicano con timore alcuni automobilisti in transito, che non dimenticano i 60 pini pericolosi che incombevano sulle loro teste. L’albero non è distante dal punto in cui morirono carbonizzati tre giovani grossetani. Successe il 5 luglio 2017, a pochi metri dall’ingresso della base dell’Aeronautica militare. Una Renault Clio che stava arrivando da Castiglione della Pescaia finì contro un pino che ancora oggi ricorda, con le sciarpe, le maglie e i cartelli, una tragedia indelebile per la città. A bordo c’erano un 31enne, un 27enne e un 29enne: abitavano in città.
Lungo questa stessa strada era divampato nel 2016 un incendio nel 2016 che colpì parecchi alberi, molti dei quali sono poi rimasti in piedi, indeboliti.
A dicembre 2018 è stato un episodio scatenante ad accendere i riflettori sulle condizioni precarie di queste piante. Quattro pini della sp 158 finirono a terra piegati dal vento, scoperchiando un malessere più diffuso. I vigili del fuoco certificarono una situazione di pericolosità estesa contando parecchie piante precarie che rischiavano di cadere sulla carreggiata: circa 60 pini in 300 metri tra il km 31+600 e il 31+900. La Provincia emanò un’ordinanza per chiudere la strada (che è di sua competenza), e nelle stesse ore anche il sindaco di Grosseto ne emanava un’altra che consentiva di avviare il taglio degli alberi pericolosi. Operazione compiuta alla velocità della luce. La domanda, già formulata a dicembre scorso, resta la stessa: ovvero perché questi pini investiti dal rogo di 2 anni fa, indeboliti o morti, fossero ancora in piedi in queste condizioni, scoperti solo dal sopralluogo dei vigili del fuoco dopo la caduta di 4 alberi. Erano monitorati? E perché, dopo la messa in sicurezza e il taglio dei 60 pini avvenuti a dicembre, i giorni scorsi ne è caduto un altro? Al Comune (soggetto che aveva redatto l’ordinanza), il Tirreno chiede risposte per capire quale sia lo stato complessivo e il controllo effettivo sulla pineta, anche negli “altri” punti ai margini delle Collacchie che non erano stati interessati dall’abbattimento del dicembre scorso. —
El. Gi.
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