Il Tirreno

Grosseto

IL CASO PISCICELLI-SARDAGNA in tribunale 

«Toglimi lo sfratto sennò ti bastono e finisci in carrozzina»

Alfredo Faetti

2 MINUTI DI LETTURA







Il fatto in sé è costituito dal cancello della villa all’Argentario sfondato con una Range Rover e dalle minacce che ne sarebbero seguite. Ma nella ricostruzione fatta nell’aula del tribunale di Grosseto è emersa una storia che tocca le note più profonde dei protagonisti: l’imprenditore che ruba la moglie al conte mentre vive a casa di quest’ultimo, lo sfratto che il nobiluomo dà al rivale, la rabbia dello sfrattato perché non vuole abbandonare la dimora. È così che un pettegolezzo d’alta società si è trasformato in un processo penale per i reati di violazione di domicilio e minacce, in cui l’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Nicosia, è Francesco Maria De Vito Piscicelli, divenuto noto alle cronache per le sue risate intercettate telefonicamente la sera stessa del terremoto a L’Aquila.

Era lui in quel giorno d’ottobre del 2012 a guidare la Range Rover che avrebbe sfondato il cancello di casa di Fabrizio Sardagna Ferrari, il conte, parte offesa in questo procedimento. «Era geloso della moglie: diventava matto quando le parlavo», ha detto Sardagna dal banco dei testimoni, riferendosi alla sua ex poi divenuta compagna di Piscicelli. Ma c’era anche lo sfratto a preoccupare Piscicelli, che fino a pochi mesi prima viveva a casa Spini Bianchi, di proprietà del Sardagna. «Mi ha detto che mi avrebbe bastonato e messo in carrozzella», ha detto il conte in aula. Presunte minacce che ha confermato anche l’assistente di Sardagna, chiamata a testimoniare. «Dopo aver sfondato il cancello è arrivato fino all’ingresso della villa e ha iniziato a urlare alla porta: “toglimi lo sfratto o ti metto in carrozzella”», ha raccontato la donna, accennando poi ad alcuni sms che Piscicelli avrebbe inviato a Sardagna pochi minuti prima di arrivare alla villa. «Messaggi cortesi poi divenuti minacciosi», ha raccontato l’assistente. Il conte sarebbe uscito di casa e avrebbe iniziato a discutere con l’imprenditore. «Piscicelli ha spinto Sardagna, che è caduto, tant’è che quando è tornato indietro zoppicava», ha raccontato invece il giardiniere del nobiluomo. Sono stati chiamati i carabinieri di porto Santo Stefano, ma all’arrivo dei militari Piscicelli, arrivato per protestare contro lo sfratto con la madre, se n’era già andato. La prossima udienza è fissata per fine marzo. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa