Il Tirreno

Grosseto

La Cav dell’Acquamarina torna all’asta Sei milioni e mezzo per 72 appartamenti

Enrico Pizzi
La Cav dell’Acquamarina torna all’asta Sei milioni e mezzo per 72 appartamenti

Il progetto che era stato avversato dagli abitanti di Marina di Grosseto è naufragato con il fallimento del 2015 

2 MINUTI DI LETTURA







Tornano all’asta i 72 alloggi della Cav (casa appartamenti vacanze) di via del Navigatore a Marina di Grosseto, realizzati dalla cooperativa Acquamarina di Lucca, che nel 2015 è fallita.

Il primo tentativo di vendere i 72 miniappartamenti della struttura è andato a vuoto il 31 gennaio dello scorso anno. La base d’asta di partenza, un anno fa, era di 8 milioni e 775mila euro per una vendita che si sarebbe dovuta tenere senza incanto. Nessun compratore si è fatto avanti e un’altra asta era stata fissata, ma senza che fosse portata a termine. Quello che dovrebbe perfezionarsi, con l’apertura di eventuali offerte, il prossimo 8 maggio, è, dunque, il secondo tentativo.

Come prevede la legge, la base d’asta è stata ribassata del 25 per cento ed è stata posta a 6 milioni e 582mila euro, con la possibilità di valutare offerte inferiori, ma non al di sotto dei 4 milioni 936mila 500 euro. L’obiettivo è, naturalmente, trovare un compratore per poter soddisfare i creditori, da una parte, ma anche per dare una svolta a una situazione che langue ormai da troppo tempo.

La prima pietra della struttura turistico-ricettiva di via del Navigatore era stata posta nel novembre del 2006, ma i lavori per la realizzazione dei 72 appartamenti si erano fermati nel 2012. Si tratta di uno dei progetti immobiliari tra i più criticati a Marina di Grosseto, dal momento che la Cav si trova sulla sponda del canale San Rocco, in mezzo alla pineta, e la sua realizzazione ha reso necessario l’abbattimento di 93 pini, costati, alla proprietà, appena 53 euro l’uno di compensazione alla Provincia di Grosseto. Secondo il progetto iniziale, oltre ai 72 appartamenti, avrebbero dovuto essere realizzate anche due piscine, negozi e la sede del circolo nautico, ma in realtà i lavori si sono interrotti alla costruzione degli appartamenti che, per lo più, debbono anche essere completati. Un sopralluogo della polizia municipale, nel 2010, rileva alcune incongruità con il progetto autorizzato. Il blocco B realizzato in posizione differente rispetto al progetto, alcune terrazze non previste, alcune pendenze che non corrispondevano ai disegni approvati. Modifiche che sono stati ritenuti abusi. La società proprietaria avrebbe potuto regolarizzare tutto pagando una sanzione di circa 70mila euro che non è stata mai saldata. Ma ci si è messa anche la crisi del mercato dell’edilizia e la paura di investire in una struttura, una Cav, in un momento in cui strutture simili, come le Residenze turistiche alberghiere erano travolte da scandali. Concessione edilizia sospesa, cantiere chiuso e poi, nel 2015, il fallimento. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa