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Il barista Leonello: «Cari clienti, tirate fuori le vostre idee»

Giovanna Mezzana
Da sinistra Sara Siciliano. Leonello Corridori e Jacopo Sabinos nel bar Che palle (Foto Bf)
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Da sinistra Sara Siciliano. Leonello Corridori e Jacopo Sabinos nel bar Che palle (Foto Bf)

Ex fornaio e grande sportivo, ospita nel suo locale di via Sicilia inaugurato a settembre l’incontro tra cittadini e giornalisti

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GROSSETO. Per 23 anni si è alzato nel cuore della notte: faceva il fornaio ed era socio di un panificio nel grande rione di Barbanella. Poi, siccome è un babbo e le figlie crescono – ne ha due, una di 18 e l’altra di 16 anni – ha deciso di trovarsi un lavoro che gli permettesse un ritmo della quotidianità più in sintonia con quello delle sue figlie. Così ha scommesso nell’aprire un’attività completamente diversa dall’impasto di acqua, lievito di birra e farina. Ed eccolo lì Leonello Corridori, 45 anni, dietro al bancone del suo bar, inaugurato il 17 settembre 2018, primo giorno di scuola. Siamo in via Sicilia 23, davanti ai campetti da calcio, al bar.... “Che palle”.

A Leonello non manca l’iniziativa: ha chiamato la redazione del Tirreno e si è candidato ad ospitare la seconda tappa 2019 di Caffè Tirreno, l’iniziativa della nostra testata per cui i giornalisti incontrano i cittadini al bar; si sorseggia una tazzina di caffè e si parla della vita di un quartiere; cosa c’è che va, cosa c’è che non va, cosa si potrebbe migliorare secondo i sogni e le idee, le proposte e i progetti di chi in un quartiere ci vive o ci lavora o lo frequenta per una qualche ragione.

Prendete l’agenda, dunque, il prossimo appuntamento con Caffè Tirreno è venerdì 15 febbraio, dalle 11 alle 13 al bar Che palle di via Sicilia 23: siete tutti invitati. Sarete ospiti della redazione del Tirreno e di Leonello, barista ma anche grande sportivo. Lui è un pallavolista e da sette anni fa l’allenatore. E i suoi allievi non sono “qualunque”: insegna alle bambine della società sportiva Vigili del Fuoco e ai ragazzi di Nomadelfia. «Ho sempre giocato a pallavolo – dice Leonello – e ora insegno questo sport e gioco a beach volley... anche se – si mette a ridere – con scarsi risultati. Ma l’importante è la passione». Come dargli torto?

Non rimane che chiedere al barista cosa – secondo lui – sta a cuore ai suoi clienti-residenti che venerdì si presenteranno sulla soglia del suo locale per una chiacchierata coi giornalisti. «Io sono nuovo della zona – dice – ma credo che vi parleranno di qualche problema di viabilità: via Sicilia è a senso unico. E inoltre, quando i campetti da calcio tra le 18 e le 18.30 spengono le luci e poi i negozi chiudono, qui c’è il buio, tant’è che anch’io alle 20 vado a casa».

Il quartiere è tranquillo, secondo Leonello, ci vivono tanti anziani e ci sono molti servizi offerti da diverse attività: vicino al bar Che palle c’è un parrucchiere, un veterinario, una falegnameria, una tappezzeria. E poi c’è il grande movimento delle scuole – il commerciale Fossombroni e una scuola elementare – che però si snoda e si concentra tra le 7. 30 e le 8. 15 della mattina e alle 13, ora di punta.

Anche Sara Siciliano – che con il collega Jacopo Sabinos aiutano Leonello nella gestione del locale – si è fatta un’idea di quelli che possono essere i desiderata dei clienti: «Trovare uno stallo per parcheggiare l’auto qui è sicuramente un problema – dice – La strada è stretta e per arrivarci bisogna fare un lungo giro: non c’è la possibilità di arrivarci direttamente, da via della Pace». L’invito del barista a clienti (ma anche a new entry), dunque, è: «Venerdì venite al bar Che palle per dire la vostra». –
 

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