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Tre indirizzi fotocopia Il caso Scientifico sarà sottoposto alla Regione

Tre indirizzi fotocopia Il caso Scientifico sarà sottoposto alla Regione

Marras “gira” la questione all’assessora toscana Grieco  «Nella scelta la Provincia ha dimostrato superficialità»

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grosseto. Continua a far discutere l’attivazione di un nuovo indirizzo – il terzo, a Grosseto – in scienze applicate per il liceo scientifico. La questione era stata sollevata sulle pagine del Tirreno dal preside Roberto Mugnai, dirigente scolastico del Polo Aldi. Attualmente ci si può iscrivere al liceo scientifico indirizzo scienze applicate al polo liceale Aldi, al Fossombroni e al Polo tecnologico Manetti Porciatti (ultima attivazione). E sulla vicenda adesso interviene anche il capogruppo Pd nel consiglio regionale Leonardo Marras.

«Non è la prima volta che la Provincia di Grosseto dimostra di muoversi con superficialità – osserva Marras – e di non avere una visione programmatica dell’offerta formativa. A quanto pare la scelta di attivare un nuovo indirizzo, uguale a due già esistenti in città, non è stata condivisa con i dirigenti scolastici che della pianificazione formativa sono i principali interpreti; inoltre, la motivazione espressa a giustificazione di questa decisione è quanto meno debole e già smentita dai dati delle pre-iscrizioni. Ho deciso di portare la questione all’attenzione della giunta regionale chiedendo all’assessora Cristina Grieco di fare chiarezza e se, alla luce anche del numero degli iscritti ai vari indirizzi, l’offerta formativa così com’è attualmente non si da ritenersi sproporzionata rispetto al numero di studenti di Grosseto».

«Credo sia importante intervenire e, con un processo condiviso, stabilire il giusto equilibrio tra la quantità e le tipologie di corsi messi a disposizione e il numero di studenti stessi – prosegue Marras – Scegliere di attivare nuovi indirizzi senza che ci sia l’utenza necessaria a farli funzionare come dovrebbero ma solo, magari, per puntare una bandierina in più sulla lista delle iniziative realizzate porta con sé il rischio concreto di disorientare famiglie e studenti che devono scegliere il percorso di studi per il proprio futuro, nonché di indebolire e danneggiare gli istituti che invece fino ad oggi hanno registrato risultati positivi». «Bene – conclude – ampliare l’offerta con proposte innovative, ma deve essere fatto con coerenza rispetto alle esigenze e al contesto e, soprattutto, con un’attenta programmazione che vada oltre i mesi che passano da un anno scolastico all’altro». –



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