Sicurezza
Scarichi contaminati nel canale Solmine Acquedotto a processo
A metà aprile 2017 furono segnalati valori ben oltre i limiti L’accusa è inquinamento ambientale di tipo idrologico
Era metà aprile del 2017 quando i tecnici segnalarono valori dell’acqua ben al di sopra dei limiti di legge, relativi all’anno prima. Stando ai campioni prelevati, la densità batterica è arrivata a toccare quota 172mila ufc (acronimo di unità formanti colonie) ogni 100 millilitri quando il limite era di 50mila, arrivando poi a superare i 700mila quando il limite è sceso a 5mila, ossia durante il periodo estivo.
Dati che hanno portato a processo l’Acquedotto del Fiora e il suo legale rappresentate dell’epoca, Enzo Di Nunno, con l’accusa di inquinamento ambientale, legata al presunto scarico di acque con un’eccessiva carica batterica fecale dal depuratore di Follonica nel cosiddetto Canale Solmine, che poi va a sfociare direttamente nel mare del golfo. In sé, lo scarico era perfettamente in regola, visto che l’Acquedotto del Fiora è autorizzato sulla base dell’Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata dal Comune di Follonica. Sono stati i valori però a sollevare il caso, in quanto per diversi mesi non sarebbero stati rispettati i parametri previsti dalla documentazione. Da aprile a settembre infatti, ovvero durante il periodo estivo, l’autorizzazione fissa il limite per la densità batterica degli scarichi a 5mila ufc ogni 100 millilitri, mentre per il resto dell’anno il limite sale a 50mila. Ma in quel periodo, stando ai dati raccolti dai tecnici, il limite non è quasi mai stato rispettato: dal novembre 2015 al febbraio 2016 – periodo in cui il limite è 50mila – sono stati registrati quattro presunti sforamenti (compresi tra i 96mila ufc ogni 100 millilitri e i 172mila), mentre dall’aprile 2016 all’agosto dello stesso anno – con il limite sceso a cinquemila – gli sforamenti sarebbero stati cinque, con punte comprese tra i 16mila e i 720mila ufc. Una ricostruzione tecnica che ha portato il Fiora e il suo legale rappresentate del tempo ad essere accusati di aver messo in pericolo di inquinamenti ambientale di tipo microbiologico delle acque di balneazione nell’area denominata “Sud Emissario” nel Comune di Scarlino, che rientra come parte offesa nel procedimento che partirà con la prima udienza a maggio, quando verranno ascoltati gli esperti dell’Arpat. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
