Gioco
I licenziamenti sono partiti, un tavolo per l’occupazione
Sindacati e rappresentanti dei Comuni insieme per trovare alternative Scarlino Energia non partecipa: scelti interlocutori diversi dalle amministrazioni
A palazzo Guadagni a Firenze si è svolto ieri mattina il primo tavolo di crisi convocato dall’assessore regionale Gianfranco Simoncini per discutere del futuro dei lavoratori di Scarlino Energia dopo lo stop dell’impianto; fuori, alle spalle di Santa Maria del Fiore, gli operai del cogeneratore della Piana hanno aspettato pazienti, tenendo in mano uno striscione con su scritto “Vogliamo Lavorare”.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Cisal, il sindaco di Follonica Andrea Benini, il sindaco di Scarlino Marcello Stella e i rappresentanti dei Comuni: per Massa Marittima la vicesindaca Luana Tommi e per Monterotondo Marittimo il consigliere comunale Marco Cerboneschi. Assenti invece i vertici dell’azienda che hanno scelto di aprire un dialogo alternativo con realtà diverse da quelle comunali. Intanto da due giorni è partita la procedura di licenziamento per i trentasei dipendenti di Scarlino Energia come conseguenza della sentenza del Consiglio di Stato.
Ieri mattina le organizzazioni sindacali e le Rsu hanno chiesto quali soluzioni possono essere presentare a fronte dei licenziamenti. Durante l’incontro è stato deciso di attivare due percorsi: il primo prevede una riunione in sede politica con azienda e sindacati per valutare se esistano i presupposti per la salvaguardia di tutti o almeno di una quota dei posti di lavoro; il secondo riguarda invece l’azione che, in parallelo, potranno svolgere Comuni e sindacati per verificare l’esistenza sul territorio di possibilità occupazionali alternative a quelle del cogeneratore. A sostegno di questo percorso l’assessore regionale Simoncini ha ricordato che, essendo il territorio dei comuni di Scarlino, Follonica, Gavorrano, Massa Marittima e Montieri considerato “area di crisi non complessa” , possono essere utilizzati strumenti di sostegno sia ai percorsi formativi di riqualificazione dei lavoratori, sia incentivi all’assunzione che alle iniziative di autoimprenditorialità.
Queste opportunità potranno essere illustrate dalla Regione anche con incontri specifici sul territorio. «Questa mattina abbiamo fatto finalmente un primo e concreto passo in avanti per affrontare il problema legato ai lavoratori di Scarlino Energia che rischiano il licenziamento – ha detto il sindaco Benini – Come abbiamo già affermato dopo la sentenza di qualche settimana fa sull’inceneritore la nostra preoccupazione è per i dipendenti, e con la Regione Toscana vogliamo mettere al centro il destino dei trentasei lavoratori che rischiano il licenziamento. Stamani a Firenze abbiamo messo le basi per cominciare questo percorso concreto insieme ai Comuni di Scarlino, Gavorrano, Monterotondo, Montieri e Massa Marittima, a tutte le rappresentanze sindacati e con il supporto della Regione, per iniziare a prospettare alternative occupazionali, superando definitivamente l’opzione inceneritore».
E Benini ribadisce la necessità delle posizioni prese in questi anni: «Ci siamo impegnati con caparbietà per non far ripartire un impianto dannoso e pericoloso come l’inceneritore, allo stesso tempo vogliamo impegnarci con caparbietà per trovare soluzioni alternative per i lavoratori». «Il problema del lavoro – ha sottolineato Stella – è molto ampio e riguarda un po’tutti. Speriamo che questo passaggio sia importante e concreto per trovare una soluzione vera, e che possa in futuro portare anche altre attività produttive compatibili con il territorio». —
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