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Dall’Australia per studiare i reperti archeologici

S. F.
Dall’Australia per studiare i reperti archeologici

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grosseto. Si è concluso con la consegna degli attestati di partecipazione il progetto Winter School promosso dalle Università di Siena e del Queensland insieme all’associazione culturale Progetto archeologico Alberese.

Quindici giovani ricercatori australiani, dal 14 gennaio al 7 febbraio, hanno avuto la possibilità di scoprire e lavorare sui reperti archeologici dalla Preistoria al Medioevo sotto l’attenzione dei loro docenti. Si tratta di Allan Weir, Chris Wood, Jessica Zelli, Cindy Valentine, Tiffany Hales, Georgina Jansen, Channon Briar, Emily Boon, Heather Moore, Jacqueline Webber, Melissa Denning, Madaleine Firth, Catherine Stanley, Alessandra Shultz, Josephine Carroll-Walden. Il loro lavoro è stato incentrato per gran parte sullo studio degli scavi effettuati tra il 1987 ed il 1991 che riportarono alla luce le Terme Adriane di Roselle grazie all’opera dell’attuale direttrice del Museo archeologico e d’arte della Maremma, Maria Grazia Celuzza, presente alla cerimonia per premiare i ragazzi insieme ad Olga Ciaramella, in rappresentanza del Polo universitario. I ricercatori australiani sono stati impegnati durante il giorno nella conoscenza e nell’approfondimento teorico-pratico delle metodologie di disegno, della numismatica, della ceramica, dei marmi e di altri componenti relativi ai reperti storici oggetto di studio. Fra gli intervenuti c’erano Matteo Colombini per il Progetto Archeologico Alberese e Luca Agresti, vicesindaco ed assessore comunale alla cultura. Il loro soggiorno professionale si è concluso con una settimana dedicata ad un workshop che li ha visti visitare i principali musei del territorio: è stato un utile confronto tra la delegazione di studenti e docenti australiani sui punti di forza e su ciò che è da migliorare nell’ambito della gestione museale in Australia ed in Italia. «L’esperienza – conclude Janette Mc William, docente dell’Università del Queensland – è stata importante ci sarà occasione per accogliere gli studenti e i ricercatori maremmani da noi per conoscere le caratteristiche dell’archeologia australiana». — S. F.

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