Sicurezza
Cattivi odori in città «Il sindaco non fa nulla Solo annunci vuoti»
L’opposizione consiliare aveva presentato un’interrogazione «Tra i suoi disimpegno e dietrofront, noi stiamo nel puzzo»
GROSSETO. Sugli “odoracci” che si propagano spesso in città e nelle zone confinanti, verosimilmente originati dalle centrali a biogas, vanno all’attacco i consiglieri comunali Marilena Del Santo, Carlo De Martis (Lista Mascagni), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo e Catuscia Scoccati (Pd), che puntano il dito su quello che il sindaco “non ha fatto”, a loro dire, per risolvere il problema. Accuse dure, quelle dell’opposizione, che richiamano l’amministrazione alle responsabilità accusandola di non dare risposte ai cittadini.
A dicembre l’opposizione ha presentato un’interrogazione al sindaco per avere risposte, raccogliendo anche le istanze di un comitato civico, Grosseto Aria Pulita. Sono arrivate risposte? Qui sta la nota dolente giacché – sottolineano i consiglieri – «non solo abbiamo dovuto reiteratamente insistere per avere una risposta, essendo perdurato a lungo il silenzio del sindaco nonostante il decorso dei termini di legge, ma la risposta che abbiamo ricevuto si qualifica per svariate omissioni e reticenze, a cui si aggiunge una vera e propria marcia indietro rispetto a quel poco di buono che questa amministrazione aveva fatto». Il Comune, «pur ammettendo che è deputato a ricevere le comunicazioni coi dati relativi al digestato (il materiale residuo dello sfruttamento energetico negli impianti di biogas), omette di esplicitarne i contenuti. Alla richiesta di conoscere numero e tipologie di controlli effettuati dalla polizia municipale, il sindaco non fornisce alcuna informazione. Dopodiché arriva la marcia indietro». Alcuni mesi fa il Comune di Grosseto ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro (composto da Comune, Regione, Asl e Arpat), per valutare la sostenibilità ambientale degli impianti e cercare soluzioni. «Tale gruppo di lavoro – ricordano i consiglieri - dopo aver messo da parte l’ipotesi di una campagna di monitoraggio delle maleodoranze perché ritenuta troppo onerosa, aveva comunque individuato alcune soluzioni percorribili per abbattere quantomeno i disagi derivanti dalle emissioni...», ovvero specifici prodotti chimici o meglio ancora una selezione mirata della “dieta” per alimentare gli impianti. «Ancora una volta, però, dalle parole non si è passati ai fatti». Rispondendo all’interrogazione, il sindaco ora «ci dice che aveva scherzato, che occorre attendere l’emanazione di una normativa regionale ad hoc, e che comunque ci sarebbero oneri economici da sopportare». L’opposizione risponde a sua volta duramente. «Peccato che l’individuazione di buone pratiche per ridurre le emissioni odorigene - punta il dito - non sia subordinata all’emanazione di alcuna legge. Peccato che il sindaco ritenga che garantire ai concittadini di vivere in una città che non sia ammorbata da un puzzo tremendo non meriti l’impiego di risorse economiche. Peccato che questi problemi fossero noti al sindaco anche quando annunciava quelle soluzioni ora chiuse nel cassetto. E visto che gli annunci sono gratis, la risposta all’interrogazione si conclude con l’annuncio degli annunci. Il sindaco ci informa che sta predisponendo un ordine del giorno, da far deliberare al consiglio comunale, per impegnare il sindaco (!) affinché solleciti la Regione ad emanare una normativa in materia. Al di là dello sgarbo istituzionale verso il consiglio comunale e la mancanza di rispetto verso i poveri consiglieri di maggioranza, usati come portatori di ordini del giorno della giunta, resta il dato incredibile di un sindaco che se ha da fare una cosa che ritiene giusta, doverosa e urgente, non si preoccupa di mettersi subito a lavoro ma pensa prima ad allestire il suo solito personalissimo palcoscenico, pronto al prossimo annuncio dinanzi al consiglio. Ma tanto lui la sera se ne torna a casa, e noi ce ne restiamo a Grosseto in mezzo al puzzo». —
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