Il Tirreno

Grosseto

centro storico 

Arrivano le rastrelliere e un piano antidegrado per le biciclette in sosta

El. Gi.
Arrivano le rastrelliere e un piano antidegrado per le biciclette in sosta

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GROSSETO. Il Comune di Grosseto punta dunque sulla “mobilità sostenibile” portando avanti i suoi progetti sulle ciclabili, a sostegno di un settore che riscuote sempre più successo. Ma i servizi più elementari legati al mondo delle due ruote ci sono? A volte scarseggiano.

È il caso delle rastrelliere in centro storico. Il Tirreno l’ha raccontato un mese fa, all’inizio di gennaio, contando 121 posti bici nelle rastrelliere entro il perimetro delle Mura grossetane e moltissime “bike” lasciate appoggiate ai muri, assicurate ai pali della luce o sistemate in condizioni di assoluta precarietà; segno che il numero di rastrelliere è insufficiente. Seminare le due ruote dove capita porta con sé disordine ed è un’immagine che si associa inevitabilmente al “degrado”. Bici appoggiate ovunque, che finiscono in terra, che ostruiscono i passaggi, che vengono ancorate male, che vengono rubate, sono piazzate a ridosso di chiese, uffici istituzionali o negozi facendo spesso brutta mostra. Ora la giunta comunale ha deciso di intervenire e lo fa nell’ambito delle sue “azioni per il decoro, l’ordine e la sicurezza nel centro storico di Grosseto”, volte anche al contrasto del degrado in centro storico. «Preso atto dell’aumento della presenza di bici nel centro storico del capoluogo – mette nero su bianco la giunta – conseguenza anche delle politiche di mobilità sostenibile del Comune di Grosseto che devono trovare adeguate attrezzature per la sosta e la tutela contro i furti e la manomissione», l’ente dà atto che servono portabiciclette adatti all’uso e al bloccaggio mediante appositi dispositivi, anche per evitare che i veicoli siano piazzati a ridosso di palazzi e monumenti (pure quelli comunali). L’ente municipale ha consultato la Fiab (federazione italiana amici della bicicletta), «associazione che com’è noto si prodiga per lo sviluppo della mobilità ciclistica e risulta competente per le problematiche legate all’utilizzo di questo mezzo di trasporto» e la scelta è finita sul “modello Verona”, già adottato dal Comune negli anni passati.

La sosta delle bici sarà regolamentata attraverso la redazione di «un progetto unitario di collocazione di portabiciclette nella ztl del capoluogo»; azione che dovrebbe finalmente mettere fine al caos ciclistico. —

El. Gi.



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