Sicurezza
Per Uscita di Sicurezza è arrivato dalla Svezia un partner davvero “reale”
Offrire un buon prodotto o un buon servizio genera, quasi sempre, un passaparola: non solo il cliente torna, ma indirizza anche altri clienti. E se il passaparola funziona bene, può succedere che si interessi a te anche una famiglia reale e che ne possano scaturire percorsi di sviluppo attraverso la collaborazione con altre realtà europee. È successo alla cooperativa Uscita di Sicurezza che ieri ha incontrato una delegazione della fondazione svedese Silviahemmet, fondata dalla regina Silvia di Svezia nel 1996 con l’obiettivo di formare medici, infermieri, assistenti di base, fisioterapisti e volontari nella diagnosi precoce delle diverse forme di demenza e nel supporto ai pazienti e ai loro familiari.
La delegazione, guidata dalla ceo della fondazione Silviahemmet, Wilhelmina Hoffman, ha incontrato il presidente di Uscita di Sicurezza, Luca Terrosi e, insieme ad alcuni soci della cooperativa, ha visitato le strutture gestite dalla cooperativa stessa, come la residenza per disabili “Il Sole”, lo spazio polifunzionale “L’Abbriccico” di Grosseto e la residenza sanitaria assistita “Costa d’Argento” di Orbetello. «Abbiamo deciso di visitare le strutture di Uscita di Sicurezza su consiglio di Laura Fratiglioni, esperta ricercatrice che da tempo si occupa del problema delle demenze e che conosceva questa importante realtà– ha spiegato Hoffman – La nostra fondazione lavora con persone affette da demenza e con le loro famiglie e sua maestà la regina Silvia ci ha incoraggiati a prendere contatto con Uscita di Sicurezza». Non è inusuale, per la fondazione svedese, confrontarsi con altre realtà. «La forza del nostro istituito – ha detto la Ceo di Silviahemmet – sta anche nella capacità di creare relazioni e collaborazioni con altri soggetti, svedesi e non, per condividere le buone pratiche e migliorare la qualità della vita delle persone malate di demenza e dei loro familiari».
Wilhelmina Hoffman ha sottolineato che la cooperativa grossetana e la fondazione svedese guardano «alle persone, agli anziani, a chi ha problemi cognitivi, con gli stessi valori» ed è convinta della necessità di collaborare. «La casa reale – ha detto – è molto felice di questo incontro che potrà dare seguito ad altri progetti, perché abbiamo avuto modo di conoscere molte attività e sperimentazioni che vengono condotte sul territorio e che potrebbero essere replicate in Svezia». Allo stesso tempo, per Uscita di Sicurezza che – ha spiegato il presidente Terrosi – vorrebbe avviare nuovi servizi specifici sulle demenze, l’incontro con la fondazione svedese può essere «oltre che un onore, uno stimolo per crescere e migliorare». «Pensiamo che la nostra esperienza per avere una diagnosi precoce della demenza e aiutare le persone a convivere con essa possa essere condiviso con questa realtà, in uno scambio», ha detto Wilhelmina Hoffman. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
