Sicurezza
Per sindaco e giunta l’edilizia è ripartita ma il gli impresari sono di un’altra idea
Le entrate legate alle performance del settore aumentano di 107mila euro nel 2018 sul 2017. E Ance parla di staticità
Nelle casse comunali entra qualche soldo in più drenato dalla tassazione sulle attività edilizie – costruzioni, ristrutturazioni, piccoli e grandi cantieri – secondo i numeri che arrivano dagli uffici tecnici del municipio. «È un dato positivo e incoraggiante» commentano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi. Il comparto grossetano del mattone si starebbe dunque risvegliando dopo anni di poco cemento e di lacrime e sangue? Non la pensa così Ance, l’associazione portatrice degli interessi dei costruttori edili o – come si diceva un tempo – degli impresari.
I DATI
Nel bilancio 2018 di palazzo civico «le entrate provenienti dal settore edile – si legge in una nota dell’Amministrazione comunale – ammontano a 3 milioni e 793mila euro, ben 245mila euro in più rispetto al 2017». In effetti – come notano gli esperti di Ance a cui Il Tirreno ha sottoposto i dati – non tutte le voci delle entrate “edili” (vedi tabella) sono un indicatore della vivacità del comparto: per esempio, non lo sono le sanzioni amministrative per abusi edilizi (che nel 2018 rappresentano una quota di 531mila euro sul totale delle entrate). Su sette voci (vedi tabella) solo quattro sono davvero una cartina al tornasole di quanto il settore si muova o stia fermo: e cioè, i diritti per le concessioni edilizie, i quantum dell’urbanizzazione primaria e secondaria e i costi di costruzione. Sommando dunque queste quattro voci (3 milioni e 197mila euro nel 2018 e 3 milioni e 90mila euro nel 2017), l’incremento nel 2018 rispetto al 2017 scende a circa 107mila euro. Una rondine, non una primavera, anche se il trend – rispetto al 2014 – è in miglioramento.
IL MONDO DELL'IMPRESA
Tant’è che «le informazioni che riceviamo dai nostri imprenditori associati e dagli indicatori economici in nostro possesso – nota Mauro Carri, direttore di Ance Grosseto – evidenziano ancora una staticità del settore edile sia in termini di opere pubbliche che in edilizia privata. Per le opere pubbliche la ricaduta a favore dell’imprenditoria locale rimane ancora negativa a causa della metodica di gara basata sulla procedura negoziata e ricerca degli operatori economici con estrazione casuale. Nell’edilizia tiene la ristrutturazione incentivata da fiscalità di vantaggio (bonus) e l’avvio di alcune lottizzazioni per edilizia di qualità. Tale situazione però non compensa le perdite economiche ed occupazionali degli ultimi anni. Con cautela potremo valutare una tenuta dal basso del settore da cui tendenzialmente ripartire».
PUNTI DI VISTA
L’incremento delle entrate sarebbe, secondo il sindaco e l’assessore Rossi «l’indice di come le politiche attuate dall’amministrazione comunale stiano dando i loro frutti», «malgrado la crisi dell’edilizia sia ancora presente». Ed è proprio in tema di politiche attuate dal governo civico che l’Ance – il “sindacato” più rappresentativo del settore mattone – avrebbe gradito più concertazione: «Che non c’è stata – osserva Carri – se non nel caso delle procedure di gara negoziata. Come non c’è stato – aggiunge – alcun confronto sul piano triennale delle opere pubbliche – E con l’assessore al bilancio (Giacomo Cerboni, ndr) c’è stato un incontro parziale che avrebbe richiesto un ulteriore approfondimento e che è stato rinviato. Noi abbiamo una visione di sviluppo economico complessivo. Rimaniamo in attesa di incontrare il Comune – conclude – in merito alla revisione e alla stesura in corso del Piano Strutturale e del Piano operativo». E questa sì che è una grande partita da giocare: per pubblico e privato. –
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