Il Tirreno

Grosseto

attività in musei, biblioteche e orchestre 

Cento assegni per la cultura destinati a laureati under 36

Sara Landi
Cento assegni per la cultura destinati a laureati under 36

Presentato anche nella nostra città il bando della Regione Toscana L’assessora Barni: «Vogliamo investire nell’alta formazione e nella ricerca»

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Per i giovani laureati under 36 è in arrivo una buona opportunità di lavoro come assegnisti di ricerca nelle istituzioni culturali regionali (dai musei alle biblioteche alle orchestre) grazie al progetto della Regione “100 assegni per la cultura”.

Si è concluso ieri a Grosseto nella sede della biblioteca Chioccon dell’Isgrec il tour della Regione per presentare il bando che uscirà la prossima settimana e le sue finalità. La misura, a cui sono stati destinati 5 milioni di euro, è cofinanziata nell’ambito del Fondo sociale europeo (Fse) 2014- 2020 e rientra anche nel progetto Giovanisì della Regione per l’autonomia dei giovani. «Finora – dice l’assessora alla cultura e vicepresidente Monica Barni - la Regione ha indetto sì bandi per promuovere l’innovazione e la ricerca, ma sempre rivolti alle università e alle imprese esclusivamente nel settore Stem (acronimo che indica le discipline scientifiche e tecnologiche). Con questo bando in uscita investiamo invece nell’alta formazione e nella ricerca applicata in ambito culturale per promuovere la modernizzazione degli istituti che ospiteranno lo svolgimento dei progetti di ricerca e stimolare la partecipazione e la fruizione di cultura. In questo sta il carattere innovativo della proposta che abbiamo deciso di presentare con un tour in tutta la Regione per informare i destinatari del bando, il mondo accademico e quello degli operatori culturali».

I progetti di ricerca finanziati col bando dovranno avere almeno due partner (partenariato minimo): una università o ente di ricerca pubblico con sede in Toscana e quello che viene definito «l’operatore regionale della filiera culturale e creativa» (l’elenco completo sarà reso pubblicato con il bando). È possibile che il progetto abbracci anche altri soggetti (ad esempio università straniere o imprese private) ma sempre con il vincolo del partenariato minimo.

Il giovane laureato che potrà candidarsi per i progetti di ricerca ha invece meno di 36 anni, una laurea magistrale o di vecchio ordinamento (non è necessario aver conseguito il dottorato di ricerca anche se sarà valutato come titolo ulteriore) e una volta selezionato sarà inquadrato come assegnista di ricerca per una durata del progetto di due anni e un compenso annuo lordo di 28.000 euro. «Uno dei requisiti fondamentali che un progetto di ricerca deve avere per essere finanziato – dice Roberto Ferrari, direttore cultura e ricerca della Regione – è che sia in grado di incidere significativamente nel modo di lavorare degli operatori culturali. Siamo disponibili a valutare progetti ambiziosi ma non devono restare astratti, devono produrre un cambiamento reale».

La Regione cofinanzierà fino alla misura massima del 90% gli assegni di ricerca mentre la cifra residua deve essere coperta dal soggetto che propone il progetto.

Erano presenti anche Loriano Valentini, coordinatore del consiglio direttivo dell’istituto, il consigliere regionale Leonardo Marras, l’esperto di progettazione culturale Lucio Argano e il direttore della Polo del Novecento di Torino Alessandro Bollo e hanno assistito rappresentanti di tante realtà culturali del territorio, da Fondazione Grosseto Cultura a Polo universitario grossetano. —

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