Gioco
Senzatetto ucciso L’amico clochard cerca riparo altrove
Il presunto testimone dell’omicidio ha lasciato il suo giaciglio Il sottoscala è stato ripulito, la Mobile prosegue le indagini
GROSSETO. Il giaciglio improvvisato non c’è più, il sottoscala è stato ripulito. Del clochard presunto testimone oculare dell’omicidio di via Adriatico non c’è più traccia. Dove sia adesso non sappiamo.
A distanza di dieci giorni dalla morte del clochard d’origine moldava Petru Leorda - trovato morto in un parcheggio sotterraneo - il senzatetto suo amico se n’è andato da qua e quest’angolo di vita vissuta nella povertà più estrema, in cui erano accatastati materassi e vestiti logori, è stato ripulito. Il tunnel ha riacquistato la sua ordinarietà.
Eppure fino a queste ore – anche a distanza di alcuni giorni dalla morte di Leorda – l’amico clochard aveva scelto di continuato a dormire lì sotto, da solo, senza più Petru a fargli compagnia nelle notti di gelo.
Il sottoscala ospitava i due senzatetto da 6 mesi circa. Era luglio quando entrambi avevano scelto questo pertugio come alloggio. Il 25 gennaio Leorda era stato trovato cadavere, ed era intervenuta la Mobile. A qualche giorno dal fatto lì sotto c’era ancora lui - l’amico - che al Tirreno aveva raccontato di aver assistito all’omicidio di Petru, picchiato a sangue da un altro uomo.
«Li ho visti scendere le scale insieme - ha detto giorni fa - io stavo riposando. Qui davanti a me, di fronte ai boxe dei garage, Leorda e l’altra persona hanno litigato, poi Petru è stato picchiato in terra, con calci in testa fino alla morte. Sono intervenuto e ho provato a dividerli ma sono stato picchiato anch’io». L’uomo ha mostrato il volto tumefatto, lividi sotto gli occhi. È stato sentito dalla squadra Mobile che sta portando avanti le indagini. Mercoledì 30 l’équipe di Medicina legale dell’Università di Siena ha effettuato l’autopsia sul corpo del senzatetto e l’esito confermerebbe l’ipotesi dell’omicidio, ma la testimonianza del presunto testimone è al vaglio degli inquirenti. Le indagini proseguono e non si esclude alcuna pista. La Mobile ha pure acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza che sorgono in zona, quelle dei negozi e dei locali che sorgono in via Emilia e via Adriatico, in cerca di nuovi tasselli di questo giallo. Intanto il clochard è scomparso dalla sua vecchia “casa”, se n’è andato per cercare rifugio altrove. —
El. Gi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
