Il Tirreno

Grosseto

Muore di leucemia, la famiglia dona strumenti al reparto che l’ha assistito

Ivana Agostini
Giovanni Orsini, il muratore morto. A detsra, la moglie e la figlia con i medici Alessandro Bucalossi e Maria Pia Lenosi
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Giovanni Orsini, il muratore morto. A detsra, la moglie e la figlia con i medici Alessandro Bucalossi e Maria Pia Lenosi

Argentario, Giovanni Orsini si è spento dopo due trapianti  La figlia: «In ospedale diceva che era bello curare gli altri»

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PORTO SANTO STEFANO. Sono stati donati all’ospedale Le Scotte di Siena 4 stetoscopi in memoria di Giovanni Orsini, il muratore di Porto Santo Stefano morto il 19 novembre dello scorso anno stroncato dalla leucemia a 67 anni.  Da tempo Giovanni era malato. La malattia l’aveva colpito appena andato in pensione. Si era sottoposto a un trapianto di midollo ma il male era tornato e si era reso necessario un nuovo trapianto. «Mio padre – racconta la figlia Alessia Orsini – era andato a Siena per un nuovo intervento che purtroppo non è andato a buon fine. Mentre era lì vedeva che in tanti macchinari era stata apposta una targhetta con su scritto “donato da...”. Mi diceva che era una bella cosa donare un macchinario all’ospedale che poi sarebbe servito a curare tanti malati».

Giovanni era un uomo che aveva anche maturato la consapevolezza del destino legato alla sua malattia. Quando è arrivato il momento più temuto la famiglia ha deciso che il miglior modo di ricordarlo sarebbe stato donare qualcosa all’ospedale che l’aveva assistito e curato e nel quale lui aveva avuto modo di apprezzare i medici che l’hanno assistito fino alla fine. «Babbo non ha mai voluto che al suo funerale venissero spesi soldi per i fiori – continua Alessia – per questo abbiamo deciso di raccogliere dei fondi per fare una donazione». Giovanni non ha avuto un funerale: aveva chiesto di essere cremato.

«Abbiamo quindi deciso – dice la figlia – di raccogliere donazioni. In tanti hanno donato e siamo arrivati alla cifra di mille euro».

Alessia e sua mamma Anna Coccoluto pensavano fosse possibile fare un bonifico in denaro all’ospedale ma è stato detto loro che era più opportuno comprare qualcosa. Così è stato. «Abbiamo chiesto ai medici di che cosa avessero bisogno e ci hanno chiesto degli stetoscopi per le stanze dove sono ricoverati i malati. Li ho presi uno di un colore diverso in modo che in ogni stanza vi siano colori diversi».

La cifra è stata raccolta anche grazie agli amici di Giovanni. «Purtroppo non è stato possibile far incidere nulla sugli stetoscopi perché si sarebbero rovinati. Per questo abbiamo deciso di realizzare una mattonellina che verrà posizionata sulla parete del reparto in ricordo di mio padre». Alessia per la realizzazione della mattonella ha scelto la foto che più rappresentava Giovanni. «Non amava farsi le foto ma quella che ho scelto lo rappresenta molto. Lo avevo portato in vacanza e lui era felice e sorridente col suo cappellino in testa. Lo scatto è stato “rubato” . Lui non era in posa e quindi è venuto naturale». Nonostante la morte prematura, ««nostro padre ha visto i figli sistemati ed era anche diventato bisnonno - dice la figlia - Purtroppo non è mai riuscito a vedere il suo bisnipote se non in foto ma era felice lo stesso. Questo è stato un bel modo di ricordarlo. Siamo felici di aver fatto questo gesto di cui sarebbe stato davvero contento». Un gesto che ha riempito di gioia e commozione anche i medici, Maria Pia Lenosi e Alessandro Bucalossi dell’ospedale senese delle Scotte a cui ieri mattina Alessia e sua mamma Anna hanno consegnato la strumentazione. 

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