La manifestazione
Folla in lacrime accompagna la bara dell’amico Gianfranco
Garofani rossi e volontari della Cri al funerale di Natali, grande anima di Talamone. «Socialista convinto e uomo perbene», ha sempre cercato di aiutare gli altri
TALAMONE. «Un uomo giusto». Questo era considerato Gianfranco Natali, l’anima di Talamone, scomparso nella notta fra venerdì e sabato all’ospedale di Orbetello. Natali, 80 anni, da tempo lottava contro una malattia che non gli ha lasciato scampo. Un uomo che lunedì l’intera comunità di Talamone ha voluto salutare per l’ultima volta, al funerale.
«Difficile riempire questa chiesa – ha detto subito don Alessandro Baglioni – La chiesa di Talamone non si riempie mai, oggi invece è piena di persone. È il segno che Gianfranco ha seminato amore e oggi raccoglie il frutto di quei chicchi piantati nella sua vita. Un uomo che si è dedicato al suo paese, alla sua comunità senza mai pensare al proprio bene ma al bene degli altri, al bene di tutti». Francone, così era conosciuto in paese, era un uomo che amava anteporre il bene degli altri al suo. Molto ha fatto per il borgo garibaldino.
Dalla fondazione della locale Pro loco al circolino, fino a far avere al paese una sede della Croce Rossa. Sono stati proprio i volontari della Cri ad abbracciarlo per l’ultima volta: un picchetto d’onore con due volontarie e due crocerossine ha circondato la bara di “Francone”. Un gesto di affetto rivolto a chi anche dopo la morte ha pensato di non chiedere nulla per sé, ma di chiedere offerte per la Croce Rossa.
«Francone era un uomo schietto. Quando sono arrivato qui – ha ricordato il parroco – è stata una delle prime persone che ho conosciuto. Mi disse subito: “io sono allergico alla chiesa ma questo è il mio telefono. Se hai bisogno chiama”».
Il telefono di Francone ha squillato tante volte da quel giorno. Don Alessandro l’ha chiamato ogni volta che aveva bisogno e lui ha sempre risposto presente. Mai una volta si è tirato indietro.
«Portava i ragazzi in difficoltà ai colloqui – ha detto don Alessandro – Se c’era un problema di elettricità e i ragazzi rimanevano al buio andava a risolverlo. Lui c’era sempre. Con Gianfranco si baccagliava, aveva un carattere forte e schietto ma oggi dobbiamo dire grazie anche per aver litigato con lui. Grazie per averlo conosciuto. Perché di certo ha lasciato molto in ognuno di noi».
Natali per tutta la comunità di Talamone è stato un esempio. Il suo ricordo rimarrà per sempre. Gianfranco aveva tante passioni fra cui quella per la politica. Era un socialista convinto. Sulla sua bara spiccava un copribara di garofani rossi. In passato Gianfranco aveva fatto anche l’assessore comunale per due mandati, con la giunta guidata da Alessandro Fommei e con quella guidata da Fidenzio Belmonti.
Ieri la segreteria del Partito socialista italiano ha inviato alla famiglia un messaggio di cordoglio. «La Federazione provinciale del Psi si stringe intorno ai familiari del compianto Gianfranco Natali, che sabato scorso ci ha lasciato. “Francone”, come lo chiamavano a Talamone, era un modello per tutti - ricorda il partito - un socialista vero che concepiva la politica come servizio, senza pretendere niente per sé, lavorando sodo per il bene della sua comunità, come quando fu assessore al turismo per il Comune di Orbetello ma non solo. Era un compagno vero, sempre disponibile con gli altri, generoso in un mondo ormai egoista, umano e altruista. Mancherà a tutti quelli che lo hanno conosciuto».
Fra le sue amicizie c’era quella speciale con Giovanni Trapattoni rimasto addolorato dalla morte. —
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