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Finoria, il Comune ritenta la vendita e abbassa la stima

Giulia Sili
Finoria, il Comune ritenta la vendita e abbassa la stima

Nuova perizia per il campeggio e il laboratorio ambientale  La cifra, che era di 724mila euro, è ora scesa a 650mila  

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Da anni il campeggio della Finoria è un gigante immobile che pesa sulle spalle del Comune di Gavorrano. Gli oltre 50mila metri quadrati di proprietà con piazzole, bar, ristornate, piscina e svariati bungalow, non sembrano attirare l’appetito di nessun acquirente e così il bene va deteriorandosi.

La volontà del Comune di Gavorrano resta però quella di vendere il campeggio insieme al laboratorio di educazione ambientale e per farlo è stata fatta fare una nuova perizia che ha visto ridotte le richiesta avanzate dall’amministrazione. Nel 2014 il Comune approvò la perizia di stima che ammontava a 724mila euro. Oggi la nuova stima: il campeggio e il laboratorio di educazione ambientale potrebbero essere ceduti per 650 mila euro. Dal 2014 ad oggi si sono susseguiti anni di aste andate deserte tanto che nel 2016 venne autorizzata l’alienazione dell’immobile mediante trattativa privata con un ribasso fino ad un massimo del 10%.

Fu la cooperativa Nuova Maremma a candidarsi in una trattativa privata come possibile acquirente con una proposta di 650 mila euro. La procedura di acquisto però non andò a buon fine e il bene rimase al Comune. «L’acquisto non si è concluso perché non siamo arrivati ad una decisione comune con l’amministrazione», avevano fatto sapere della Nuova Maremma. «Non c’è stata possibilità di concludere la vendita – commentava all’epoca l’amministrazione – La cooperativa ci ha comunicato di non avere la possibilità di onorare il contratto stipulato e quindi l’unica cosa da fare oggi è rimettere in vendita la proprietà». Intanto però il Comune, come da contratto, aveva trattenuto la caparra versata dalla cooperativa di circa 70mila euro. Poco prima delle elezioni amministrative di Gavorrano sembrava esserci un nuovo interesse sulla proprietà ma, anche in quel caso, è tutto sfumato nel nulla di fatto. La vendita del campeggio sarebbe fondamentale per riattivare l’economia del Comune.

Da anni il bene non viene utilizzato e il tempo sta facendo il suo corso, tanto che oggi i bungalow sarebbero da rivedere in maniera sostanziale: «Il Comune – aveva spiegato Andrea Biondi a inizio mandato – non può ristrutturare il campeggio e poi darlo in concessione. Bisognerebbe fare mutui per un’attività non indispensabile e questo non è fattibile». La speranza resta quella della vendita e la nuova cifra, ribassata di 74 mila euro, potrebbe avvicinare nuovi investitori. —

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