Lutto
«Rifiuti, dall’anno scorso la situazione è peggiorata»
I residenti di via Verga segnalano le difficoltà legate alla mancanza di cassonetti Rimpiangono il porta a porta e lanciano un invito-provocazione all’assessora
GROSSETO. «Da quando il Comune ha abbandonato il porta a porta la situazione è peggiorata», così lamentano alcuni barbanellini intervenuti sabato scorso a Caffè Tirreno, al Bar degli Artisti 20&7 di via Giusti dov’ricominciato il “tour” 2019 di Caffè Tirreno. Gli abitanti in questione hanno segnalato il problema dei rifiuti, spiegando come il passaggio da un regime all’altro (nella gestione dei rifiuti) dall’anno scorso a quest’anno abbia portato un peggioramento evidente. «Dal porta a porta ai cassonetti intelligenti, la situazione per noi è cambiata in negativo», scrollano le spalle. «Ecco cos’è cambiato - dicono - dall’anno scorso a quest’anno volendo fare un confronto tra le due edizioni di Caffè Tirreno...»
Sotto accusa i contenitori insufficienti e sporchi; una cattiva distribuzione delle postazioni e la necessità di dover percorrere sostanziosi tratti di strada con le buste in mano per disfarsi della sporcizia.
Protesta Graziella Cittadini (a destra in foto), cittadina che abita in via Verga, una traversa di via Sauro e che termina davanti all’ex scalo merci delle Ferrovie di Stato. «Noi abitiamo in via Verga - spiega lei - e qua non c’è neppure un contenitore per l’immondizia». La strada è piuttosto corta, ma per chi ha buste da smaltire il disagio si sente eccome.
«In via Sauro sono state messe 5/6 isole per la spazzatura; non così invece nelle nostre viuzze perpendicolari, via Verga e via Monti, dove non c’è niente. Tutti i giorni ci tocca prendere i sacchetti e andare in via Sauro, davanti al bar Sforzi», dice Cittadini. «Ora, noi non pretendiamo neppure l’isola completa – le fa eco Enrico Malentacchi, altro abitante di via Verga – ma almeno i bidoncini per l’umido, quelli sì per favore. Qua a Barbanella avevamo la differenziata porta a porta e funzionava bene, eravamo ben organizzati, poi ce l’hanno levata. Il servizio ora è andato peggiorando, e parecchio». Interviene di nuovo Cittadini: «Anche andando a buttare i sacchi in via Sauro, nella postazione più vicina, non troviamo nemmeno tutto: per andare a disfarsi del vetro, per esempio, tocca andare davanti alla chiesa... Per non parlare del tipo di “strettoie” che troviamo se vogliamo buttare la roba...».
Graziella Cittadini si rivolge all’assessora Simona Petrucci, con una piccola provocazione per rendere il concetto più esplicito: «Vorrei invitare l’assessora Petrucci a casa mia in via Verga, a prendere la spazzatura e a portarla lei ai cassonetti; ma anche il vetro, sapete, laggiù in fondo alla chiesa... Poi ne riparliamo!».
Morale: è passato un anno dalla precedente tappa di Caffè Tirreno che aveva fatto sosta proprio a Barbanella, «e che cosa è cambiato?» Secondo i cittadini, «altro che cassonetti “intelligenti”: la situazione è evoluta in peggio, in primis nei rifiuti. Noi di via Verga paghiamo i soldi e contribuiamo alle casse pubbliche come gli altri abitanti di Grosseto e che abitano nelle strade confinanti, ma i nostri servizi sono peggiori e lasciano a desiderare. Per non parlare degli anziani che chiaramente hanno difficoltà maggiori. Nel mio palazzo – dice Cittadini - abita una signora in età avanzata e che si trova in difficoltà».
Malentacchi chiude il discorso: «Non chiediamo neppure grandi cose, ma che almeno ci mettano in condizione di buttare l’umido, che è il minimo della civiltà». —
El.Gi.
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