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Grosseto

le opere pubbliche 

Recupero dell’ex Garibaldi La giunta accende il mutuo tra le proteste in consiglio

Enrico Pizzi
Recupero dell’ex Garibaldi La giunta accende il mutuo tra le proteste in consiglio

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L’ex Garibaldi trasformato in “Casa della Musica”. È questo, probabilmente, il punto più qualificante dell’elenco delle opere pubbliche per il 2019, contenuto nel piano triennale delle opere pubbliche che il consiglio comunale ha approvato, ieri, senza il voto dei gruppi del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle che hanno protestato così perché gli atti, in IV commissione, sono arrivati solo venerdì scorso.

«Il piano delle opere pubbliche – dice il capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni – è arrivato in tempi non adeguati per darci la possibilità di leggerlo, studiarlo e approfondirlo». Per la capogruppo del M5s, Daniela Lembo, si è trattato di «un “non voto” di protesta, per un modus operandi che sta diventando una costante di questa amministrazione». Per gli stessi motivi, ha scelto di astenersi, invece, Gino Tornusciolo (Casapound). Nel merito, poi, Mascagni contesta il fatto che «ci sono pochissimi investimenti in opere pubbliche: rispetto ai 3,5 milioni che l’amministrazione investiva in opere pubbliche e manutenzioni nel 2015, uno degli ultimi anni della giunta Bonifazi, oggi se ne investono 2,6, quindi un milione in meno. L’amministrazione – dice – fa poco per le opere pubbliche e per le manutenzioni e i risultati si vedono, purtroppo».

All’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale, che rinfaccia alle amministrazioni di centrosinistra di aver sempre trasformato i piani delle opere pubbliche in libri dei sogni, Mascagni risponde manifestando una preoccupazione. «Una volta che verranno inaugurati quei cantieri che sono stati progettati e finanziati negli anni scorsi, penso al ponte sull’Ombrone e alle ciclabili che collegheranno il parco archeologico di Roselle al parco dell’Uccellina – dice – che cosa inaugurerà il sindaco che verrà? Ben poco, perché l’amministrazione sta seminando veramente poco e questo bilancio ne è l’ennesima conferma: si investe poco e per i grossetani, nel futuro, ci saranno, purtroppo, poche opere che consentiranno di migliorare il volto di questa città». Il piano delle opere pubbliche è stato votato nell’ambito del voto sul bilancio di previsione per il 2019, anche questo approvato a maggioranza, con il voto contrario di tutte le opposizioni.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni sottolineano che si conferma la prassi di approvare il preventivo nei primi mesi dell’anno. «Questa prassi – spiega l’assessore – ci consente di dare operatività agli uffici, ai servizi, sin dall’inizio dell’anno, senza protrarre oltremodo l’esercizio provvisorio». Nel merito del bilancio, Cerboni afferma che restano invariati «i livelli qualitativi e di spesa dei servizi a domanda individuale, dei servizi educativi e per l’assistenza sociale» e che si continua a ridurre pressione tributaria: è il caso della Cosap, con riduzioni fino al 35% per chi fa attività sulle mura, fino al 60% per il suolo occupato da ponteggi per ristrutturazioni, oltre all’aumento degli sconti per pedane, tavolini, sedie e, da quest’anno, del 6, 5% anche per le edicole. «Riusciamo a mettere insieme – conclude – investimenti, riduzione della pressione fiscale, mantenimento della spesa corrente e, con le economie che derivano dalla spesa per locazione dell’immobile che ospitava la Chelliana, accendiamo il mutuo per il recupero dell’ex Garibaldi». —

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