Il Tirreno

Grosseto

allarme predatori 

Va a mangiare una pizza Gli spariscono due pecore

F.B.
Va a mangiare una pizza Gli spariscono due pecore

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grosseto. Spariscono due pecore in attesa di partorire dall’azienda di Beppe Catocci che ha ritrovato solo qualche ciuffo di lana, i segni che le pecore erano state trascinate e una scia di sangue. «I lupi se le sono portate via – dice disperato Catocci – e non mi è riuscito di trovarle stavolta».

All’azienda La Mota, a due passi da Grosseto i predatori sono ormai di casa e stanno mandando in depressione il proprietario che le ha tentate tutte pur di stare tranquillo e che giorno e notte è costretto, con il figlio, a una sorveglianza blindata del suo gregge. Ma i capi spariscono lo stesso e solo un mese fa gli era stata portate via una pecora proprio mentre stava mungendo. Non potendo tenere cani da guardiania che in passato hanno provocato al proprietario grossi grattacapi, Catocci si è attrezzato coi cannoncini che sparano ogni 15 minuti, radio ad alto volume e di notte, il lampeggiatore. «Sabato sera – racconta – dopo la mungitura, avevo attivato tutti questi dissuasori e ho deciso di concedermi un’ora per una pizza. Ero con le pecore, come tutti i giorni, dalle 5 di mattina, e mi ero alzato la notte tre o quattro volte per sorvegliare la situazione. Dopo 15 ore di lavoro mi sono voluto concedere un’oretta di relax in famiglia. Ma quando sono tornato, poco dopo le 21, ho visto il disastro. Le pecore davanti all’ovile terrorizzate. Per terra sangue e impronte e segni di trascinamento. Il predatore me ne ha portate via due. Io – dice Beppe – ho 75 anni e possiedo solo quest’azienda che ci dovrebbe mantenere tutti, noi e mio figlio. Purtroppo adesso non ce la facciamo più». L’azienda è passata ai Catocci nel 1885 quando il nonno di Beppe la fondò ed era un gioiello. «Adesso le tasse ci finiscono, i prezzi di latte e carne sono ridicoli: il latte me lo pagano da 75 a 80 euro e per gli agnelli riscuoto al chilogrammo 2, 30 euro - spiega - L’altro giorno, in negozio a offerta si pagava 13 euro al chilo. E poi non dovremmo deprimerci? Faccio di nuovo un appello al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Anche lui ha le pecore e sa osa vuol dire un allevamento. Ci aveva promesso aiuto in tempo di elezioni, ma si sa e noi continuiamo a essere trattati come pezze da piedi. Penso che dovremo smettere di fare questo mestiere dove una pizza costa la bellezza di due pecore gravide sparite e tutti gli aborti che seguiranno alla predazione». — F.B.

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